Vini e vitigni autoctoni della Liguria: la Bianchetta Genovese
Pubblicato da: cosimo ricciato - Feb 18, 2010 in Bianchetta Genovese, Liguria, Toscana, Vini DOC
La Liguria, forse è la Regione che racchiude, nel semplice bicchiere di vino gran parte delle sue caratteristiche. Tre fattori importantissimi come, il mare, la montagna per il 65%, e la collina con il 35% del territorio influiscono in modo detrerminante sulle caratteristiche organolettiche dei vini. Inoltre, una mano a questo tipico ambiente pedoclimatico particolarmente eterogeneo, viene data dalla conformazione geologica con terreni di origine molto varia, dove sono presenti suoli di origine calcarea-marnosa ricca di quarzo, arenaria e conglomerati, oltre alla presenza di microclimi molto variabili nell’ambito di tutta la Regione.
La Liguria è quasi certamente la regione dove è presente un numero considerevole di vitigni, se ne contano oltre cento, con prevalenza bacca bianca, di cui la Bianchetta Genovese ne fa parte con interessanti risultati. Dopo il Vermentino e insieme al Pigato, la Bianchetta è il vitigno più coltivato della Liguria.
Storia, Diffusione e Denominazioni
Vitigno antico con notizie molto incerte sulla sua provenienza, anche perchè con il nome Bianchetta si distinguevano parecchi vitigni, impedendo così una giusta distinzione. Recenti studi effettuati sul vitigno confermano l’omonimia tra Bianchetta Genovese e Albarola considerati ormai lo stesso vitigno. Vitigno che viene dato come originario dei Colli di Luni e che poi si è diffuso in tutta la Liguria con la Valpolcèvera e il Golfo del Tigullio le zone con maggiore vocazione.
Il significato è strettamente legato al colore della sua buccia di colore giallo molto chiaro quasi “bianco”. Le principali zone dove la Bianchetta è coltivata, oltre alla sua Liguria, sono in Toscana, nella zona dei Colli Apuani e dei Colli dei Luni in Provincia di Massa-Carrara. La Bianchetta genovese rientra nei seguenti disciplinari Doc: Golfo del Tigullio bianco Doc con il 20-70%, Golfo del Tigullio Bianchetta Genovese Doc min.85%. Valpolcèvera bianco Doc min.60%, Valpolcèvera Bianchetta Genovese Doc min.85%. (presente anche nella sottozona Coronata). Cinque terre bianco doc e Cinque terre Sciacchetrà (passito) Doc, max.40%. Colline di Levanto bianco Doc, min.20%. Colli di Luni bianco Doc, max.30%. (questa DOC è una denominazione Interregionale tra la Liguria e la Toscana). Fuori dalla Liguria rientra nei disciplinari Doc di: Candia dei Colli Apuani Doc, 10-20%. Bianco Pisano di San Torpè max.25%, Montescudauio Bianco max.50%.
Caratteristiche della Pianta
La Bianchetta Genovese è conosciuta anche con i sinonimi di: Calcatella, Albarola, Albarola Trebbiana, Albarola dei Piani, Albarola di Lavagna e Erbarola. Si presenta con grappolo medio-piccolo e compatto, acino medio-piccolo di colore bianco-verdastro con buccia pruinosa sottile e poco consistente. Sensibile alle malattie crittogame e al marciume, forse dovuto alla compattezza del grappolo. Regolare produttività con la raccolta che avviene verso la metà-fine settembre.
La Bianchetta Genovese è un vitigno che difficilmente viene utilizzato in purezza, o meglio ancora, sono pochi i produttori che lo vinificano in purezza. Nei pochi casi, la Bianchetta regala la sua leggera e fresca aromaticità, sentori fruttati di pesca bianca, nespola e mela, floreali di biancospino e di erbe aromatiche, poggiati su sentori minerali caratteristici della zona di coltivazione. Al gusto è un vino secco che conferma la sapidità e la buona dose di freschezza a volte ben sorretta dall’alcol, discreta anche la struttura con l’equilibrio spostato verso le durezze. Negli abbinamenti è un vino che servito alla temperatura di 8-10° spazia dagli aperitivi-antipasti sino ai primi piatti di mare tipici della cucina Ligure.
Nel Bicchiere: Bianchetta Genovese, Golfo del Tigullio Doc, 2008 12° alcol, di Bisson soc. agricola, Chiavari.
Il vino si presenta di un colore giallo paglierino poco intenso, con riflessi verdolini, abbastanza consistente. L’olfatto è abbastanza intenso, si percepiscono sentori floreali di fiori di mandorlo e biancospino, profumi fruttati di nespola, mela e mandorla verde con accenni erbacei di foglia di vite e lievi sentori minerali rendono l’olfatto abbastanza complesso e fine. Al gusto è un vino secco, abbastanza caldo e abbastanza morbido, ottimamente equilibrato tra la freschezza e la sapidità, vino comunque di buon corpo, con l’equilibrio spostato verso le durezze che lo rendono leggermente spigoloso. Abbastanza persistente con un ritorno del fruttato della mela e della mandorla verde, chiude con un finale ammandorlato molto piacevole che lo rende fine al palato. Vino dallo stato evolutivo maturo che servito alla temperatura di 8° può essere consumato come aperitivo oppure abbinato a primi piatti di pesce come le linguine alle vongole e insalata di mare. Noi di vino24 lo proponiamo con quanto segue.
Abbinamento Vino24
Seppie alla griglia condite con olio extra vergine di oliva della varietà ”Taggiasca” e Pane di Triora.






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