TOP 100 di Wine Spectator per il 2009, i migliori vini del mondo?
Pubblicato da: fabio ingrosso - Nov 19, 2009 in Classifiche, Media

Puntuali, ecco i migliori vini dell’anno secondo Wine Spectator, cioè i Top 100 2009. Quest’anno le cose sono cambiate rispetto alla classifica dell’anno scorso, siamo andati proprio in basso …coi prezzi e con la selezione anche. Pensate che il primo vino è un vino statunitense di 27 dollari, il secondo è un vino spagnolo di altri 27 dollari. Per poter spendere una sommetta bisogna arrivare all’ottavo posto con un vino toscano di ben 110 dollari!
Insomma, la crisi economica si fa sentire tanto da indurre la rivista Wine Spectator a selezionare i suoi best wines seguendo queste linee guida: qualità, valore, reperibilità ed excitement (emozione?). Mi piace solo costatare che nella Top 10 ci sono quattro vini italiani e che nella Top 100 ne ritroviamo 19, anche se quasi tutti toscani. Dai, passiamo alla classifica, poi mi fate sapere cosa ne pensate.
TOP 10 2009 di Wine Spectator
- Columbia Crest Cabernet Sauvignon Columbia Valley Reserve, 2005 (95) | $27, USA
- Numanthia-Termes Toro Termes, 2005 (96) | $27, Spagna
- Domaine du Vieux Télégraphe Châteauneuf-du-Pape La Crau, 2007 (95) | $70, Francia
- Kosta Browne Pinot Noir Sonoma Coast, 2007 (95) | $52, USA
- Barone Ricasoli Chianti Classico Castello di Brolio, 2006 (96) | $54, ITALIA
- Chappellet Cabernet Sauvignon Napa Valley Signature, 2006 (94) | $42, USA
- Renato Ratti Barolo Marcenasco, 2005 (96) | $44, ITALIA
- Fontodi Colli della Toscana Centrale Flaccianello, 2006 (99) | $110, ITALIA
- Merry Edwards Sauvignon Blanc Russian River Valley, 2007 (96) | $29, USA
- Brancaia Toscana Tre | 20$, ITALIA
Tutti i vini italiani nella TOP 100 2009 di Wine Spectator
- 5° Chianti Classico 2006 Castello di Broli0
- 7° Barolo Marcenasco 2005 Ratti
- 8° Flaccianello della Pieve 2006 Fontodi
- 10° Toscana Tre 2007 Brancaia
- 11° Brunello di Montalcino 2004 Poggio il Castellare
- 13° Fontalloro 2006 Fattoria di Felsina
- 15° Brunello di Montalcino Castelgiocondo 2004 Marchesi Frescobaldi
- 16° Brunello di Montalcino 2004 Uccelliera
- 27° Giorgio Primo 2007 La Massa
- 30° Crognolo 2007 Sette Ponti
- 35° Chianti Classico riserva 2006 Viticcio
- 37° Torrione 2007 Petrolo
- 46° Bolgheri Greppicante 2007 I Greppi
- 49° Syrah Cortona Il Bosco 2006 Tenimenti D’Alessandro
- 61° Toscana Monte Antico 2006
- 70°Alto Adige Pinot grigio 2008 Cantina San Michele Appiano
- 79° Collio Pinot grigio 2008 Livio Felluga
- 80° Non Confonditur Toscana 2007 Argiano
- 81° Barolo Carobric 2005 Enrico Scavino
Per il momento la classifica completa è disponibile solo per gli abbonati a WS online, tanto che sul sito internet c’è il cosiddetto roundup, cioè il conto alla rovescia per vedere chi sarà il primo. Ma lo già già mezzo mondo. Sono venuto a conoscenza, non essendo abbonato io, da Franco Ziliani (da leggere le sue osservazioni) e da Intravino. Insomma, cosa ne pensi? E’ questo il meglio del panorama vinicolo mondiale (sì, perchè è questa la pretesa della classifica)? In Italia avrebbero potuto e dovuto scegliere meglio?





Al di là delle etichette prese in considerazione, mi sembra rilevante notare come forse ci sia in corso un tentativo di cambio di rotta sui prezzi dei top-wine, con possibili ripercussioni a catena.
rinaldo | Nov 19, 2009 | Reply
Si Rinaldo, quando parla Wine Spectator fa sempre “un po’” di influenza, è senz’altro un cambiamento di rotta per i prezzi.
fabio | Nov 20, 2009 | Reply
ciao,leggendo la top 100…mi chiedevo: ma in piemonte sanno che si produce vino…??
sara’ la crisi ma anche a me da da pensare essendo una lista di riferimento nel genere.
ALBERTO | Nov 20, 2009 | Reply
Non capisco come si possa dare così credito a dei presunti esperti americani di vino. Premesso che gli americani dovrebbero occuparsi solo di cavalli e rodei e lasciare il vino a noi italiani e ai francesi, vorrei che qualcuno riconoscesse il fatto che siamo diventati tutti servi di logiche di mercato che nulla hanno a che vedere con la materia prima: il vino. E poi devo leggere che il primo vino al mondo è made in USA? cos’è? una barzelletta? Forse c’è un piccolissimo conflitto d’interessi.
Mario | Nov 21, 2009 | Reply
A parte il rodeo, concordo sostanzialmente con Mario.
http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=3496
rinaldo | Nov 22, 2009 | Reply
Mi compiaccio, caro Rinaldo. Ho cliccato il tuo link e noto con soddisfazione che non fai parte di quei lacchè che pendono dalla bocca dei vari Parker e soci.
Mario | Nov 23, 2009 | Reply
Grazie ai presunti esperti stranieri molti dei “nostri” vini vengono conosciuti e venduti in tutto il mondo……….non bisogna essere ne’ lacche’ e ne’ blase’……non sputate nel piatto,gentilissimi presunti “giovani intenditori”.
La classifica riflette inoltre prezzi……in Italia siamo in recessione da quaranta anni quindi ,ancora una volta,un invito a svegliarvi………l’Italia ha prodotto male e alzato i prezzi….pignoleria e spocchiosaggine non aiuta !!!!!
The Humble Sommelier | Nov 29, 2009 | Reply
Esimio Humble, prima di tutto nessuno qui si è spacciato come “intenditore”, nè giovane, nè vecchio. La spocchia di cui parla appartiene di certo ai Frescobaldi, agli Antinori e ai Mondavi (per citarne alcuni) e se a lei piace far parte di questa cricca, faccia pure. Di sicuro, parlo personalmente, me ne infischio di vendere all’estero perchè il signor Parker parla bene della mia azienda e del mio vino. Queste strategie da mercante, non da chi ama veramente il vino e il suo territorio.
Mario | Nov 30, 2009 | Reply
Nessuno nasce esperto di vino, men che meno di arte, musica, etc..
Ci sono americani nati nell’Iowa che conoscono l’arte in ogni angolo della Toscana; fiorentini che pensano che Giotto sia una marca di pennarelli…
La conoscenza del vino è un processo empirico-cognitivo lento e faticoso: è ovvio che chi nasce in Italia parte avvantaggiato; ma certe volte essere a diretto contatto con le cose genera anche una controproducente albagia…non ho usato a caso quest’ultimo termine.
Altri hanno già fatto cenno ai disastri enologici di casa nostra degli anni passati…
Saluti
Gabri | Mar 2, 2010 | Reply