I migliori vini del Gambero Rosso 2010
Pubblicato da: fabio ingrosso - Set 28, 2009 in Classifiche, Libri, Media

Arriva l’autunno caldo delle guide vini italiane. Per il momento le anticipazioni riguardano il Gambero Rosso con la sua guida Vini d’Italia 2009. E’ la prima guida senza Slow Food, il suo storico partner dal 1987.
Prima però, alcune parole sulla guida e il travaglio degli utlimi mesi. Slow Food, come ben sai, ha deciso di porre fine alla sua collaborazione con GR, appena Stefano Bonilli fu tagliato fuori e riposizionato con l’attuale direttore Cernilli. Da quel momento, Il Gambero Rosso ha fronteggiato una crisi economica nonchè accuse di scarsa oggettività delle sue degustazioni vini.
Accuse, meglio rumors, che appaiono ogni tanto su internet, a ragione. L’ultima in ordine cronologico (senza nomi) è mossa da Franco Ziliani, secondo il quale un personaggio figura sia come degustatore di una rivista, sia come addetto ufficio stampa di un’azienda vinicola che ha ottenuto punteggi eccelsi nella guida vini di quella stessa rivista (rivista che non è il Gambero Rosso, preciso). Capito il gioco? Jancis Robinson lo dice anche, relativamente al Gambero Rosso, parlando di nepotism, che potremmo tradurre come “favoritismo”.
Ok, ci sarebbe da fare più di qualche riflessione. Sarebbe bello parlare di altro nei momenti in cui escono le guide vini italiane. Ma non dimentichiamoci che anche il mitico Parker ha avuto problemi simili ultimamente. Nell’attesa della guida vera e propria (in attesa anche della guida I Vini d’Italia dell’Espresso, Duemilavini di AIS, de I Vini di Veronelli, del sito internet “ancora in fase di lavorazione” di Slow Food Wine), ecco alcune anticipazioni, che qualcuno (vedi sempre il link di Jancis Robinson) dice siano state orchestrate appositamente da Daniele Cernilli e Wine News per creare una sorta di buzz mediatico.
Premi speciali Gambero Rosso 2010
Cantina dell’anno | Bruno Giacosa del Piemonte
Vino rosso dell’anno | Antoniolo, Osso San Grato 2005 Gattinara
Vino bianco dell’anno | Clelia Romano, Colli di Lapio 2008 Fiano di Avellino
Bollicine dell’anno | Cavit, Altemasi Graal Brut Riserva 2002 Trento
Produttore dell’anno | Gianfranco Fino of Puglia
Vino dolce dell’anno | Barattieri, Albarola Val di Nure Vin Santo1999 Colli Piacentini





il caso cui mi riferisco non riguarda la Guida dei vini del Gambero rosso. L’indifferenza al conflitto d’interessi (la moglie del direttore del Gambero rosso Cernilli che organizza il road show internazionale delle aziende premiate dalla guida di cui il marito é deus ex machina) ha fatto scuola e si é estesa anche ad altra guida
Franco Ziliani | Set 28, 2009 | Reply
OK, lo appunto nel post così che si capisca meglio che non si tratta del Gambero Rosso. Il fatto che ci sia indifferenza, conflitto di interessi, … mi fa davvero …schifo. Puoi immaginare per la mia generazione quanto ce ne può fregà (per usare un eufemismo) di guide che stanno perdendo appeal, se non si rigenerano scompariranno nel futuro. Così come anche non capisco come uno che ha creato quel sistema, adesso che non ne fa parte più lo critichi http://blog.paperogiallo.net/2009/09/il_pranzo_si_paga_il_vino_no.html più o meno. Se sbaglio mi corigerete.
fabio | Set 28, 2009 | Reply
Ma dopo tutti questi discorsi…le guide fanno del bene o fanno del male?
I “grappoli” e/o “bicchieri” oltre al prestigio e all’immagine, portano effettivamente a degli incrementi sui volumi di vendita delle rispettive aziende premiate? E’ una domanda che mi pongo da parecchio…
Ivan Pasinato | Set 28, 2009 | Reply
Conflitti d’interessi,nepotismi,poca trasparenza,possono minarne l’autorevolezza.Peccato,perchè l’uscita guide è un momento di grande sollecitazione mediatica che rischia di ridimensionarsi fortemente.
rinaldo | Set 29, 2009 | Reply
Purtroppo allo stato attuale, premi importati dalle guide fanno registare incrementi di fatturato per le aziende.
Quello che mi auguro è che i Social network ed il cambio generazionale più avvezzo alle nuove tecnologie possano con il tempo scardinare questi “squilibri”.
Vendita vini da Everywine | Set 29, 2009 | Reply
personalmente penso che le guide siano consultate solo da una piccola parte di amanti del vino anche perchè spesso e volentieri ad un bel giudizio non corrisponde assolutamente una vera qualità del prodotto.Queste guide servono per dare un pò il via all’interesse verso un azienda ma è molto più interessante scoprirle da soli, inoltre noi non siamo gli americani che non avendo una cultura enologica innata non sappiamo scegliere autonomamente;gli italiani sanno giudicare da soli e personalmente sono anni che non compro più una guida
camillo | Set 30, 2009 | Reply
non dimentichiamo la lobby degli enologi oonsulenti, le vere star system del mondo delle guide.
Provate a fare riga di totale dei bicchieri (nel caso della guida del Gambero Rosso) conseguiti dai vini curati da queste star e scoprirete la vera classifica e la vera ripartizione del potere generato dall’intreccio di interessi tra curatori delle guide e winemakers.
Vincenzo | Ott 2, 2009 | Reply
Ottimissimo, Vincenzo, lo spunto che dai è perfetto. Non appena abbiamo un po’ di tempo facciamo un elenco
fabio | Ott 3, 2009 | Reply
parole sante….in un paese dove il conflitto d’interesse è la normalità non bisogna stupirsi di tutto ciò….
Emiliano | Ott 7, 2009 | Reply