Vini e vitigni autoctoni della Calabria, il Gaglioppo
Pubblicato da: cosimo ricciato - Set 30, 2009 in Calabria, Gaglioppo
Il Gaglioppo, uno dei più importanti vitigni autoctoni a bacca rossa del Sud Italia, figlio di una regione del meridione da sempre menzionata per la produzione di vino. “Enotri”, questo era il nome dato dai greci agli abitanti della Calabria, forse perchè abitavano uno dei territori particolarmente vocato per la produzione di grandi quantità di vino, in seguito divenuto centro e snodo principale per “traffici” e mercati del vino. Andiamo alla scoperta di questo vino.
Si narra che all’epoca vennero costruiti dei veri e propri vinodotti in argilla, dove venivano fatti defluire ettolitri di vino proveniente dalle colline interne sino al mare, nei punti d’imbarco delle navi.
Territorio, origine e diffusione
La Calabria ha un territorio caratterizzato per il 42% da montagne, 50% da collina e solo l’8% dalla pianura che lentamente degrada verso le coste. I terreni derivano dallo sgretolamento di rocce cristalline, con delle zone ricche di argilla e calcare come quella sottostante il Pollino. Inoltre, sono presenti anche buone escursioni termiche e zone ben ventilate.
Tutto questo potrebbe far pensare che sia una delle regione del Sud Italia con una produzione di vini di alta qualità, caratteristiche, invece, che si cerca di sfruttare solo negli ultimi anni, con qualche vino degno di nota e con la consapevolezza che si è perso del tempo prezioso. La voce fuori dal coro l’ha fatta qualche produttore con coraggio e convinzione, cercando di valorizzare principalmente vitigni autoctoni, avvalendosi delle moderne tecniche di lavoro in cantina, tanto da raggiunge ottimi risultati proprio con ”il vitigno” della Calabria: il Gaglioppo.
Vitigno a bacca rossa antichissimo e dalle origini incerte, molti gli attribuiscono origini greche, come la maggior parte dei vitigni autoctoni presenti nel bacino del mediterraneo. Un indizio che può confermare la sua provenienza dalla Grecia si nasconde nel suo nome: infatti, Gaglioppo deriva da un termine greco che significa “bellissimo piede”, dove la parola piede si riferisce al grappolo (la sua veduta risulta davvero appagante dal punto di vista estetico). Il Gaglioppo è il vitigno più coltivato in Calabria, raccomandato in tutta la regione. Tracce di Gaglioppo, inoltre, si possono trovare in Campania, Sicilia e nella zona del Piceno nelle Marche.
Denominazioni
Visto che il Gaglioppo è il più importante vitigno, entra a far parte in tutti i disciplinari della Calabria che prevedono la tipologia in rosso e rosato. Queste le Doc di cui ne fa parte: Donnici Rosso e Rosato DOC 50%min., Pollino DOC 60% min., San Vito dei Luzzi Rosso e Rosato DOC 60%max., Verbicaro Rosso e Rosato DOC 60-80%., Melissa Rosso DOC 75-95%., Sant’Anna di isola di Capo Rizzuto Rosso e Rosato DOC 40-60%., Savuto DOC 35-45%., Scavigna Rosso e Rosato DOC 60%max., Lamezia Rosso e Rosato DOC 25-35%., Bivongi Rosso e Rosato DOC 30-50%. CIRO’ Rosso e Rosato 95%min.
Apro una piccola parentesi riguardo al vino CIRO’, vino in cui il Gaglioppo il più delle volte è presente in purezza. Una storia antichissima alle spalle, già noto ai greci, antichi colonizzatori di Cremissa, l’attuale Cirò Marina. Il Cirò, il “vino di Calabria”, risulta essere il figlio del famoso e antico vino KREMISSA, conosciuto per essere offerto agli atleti partecipanti alle Olimpiadi. Prodotto sulle colline intorno al territorio comunale di Cirò, Cirò Marina, Melissa e Crucoli, su terreni argilloso-sabbiosi con vitigni allevati prevalentemente o in alcuni casi esclusivamente ad alberello.
Caratteristiche del vitigno Gaglioppo
Il Gaglioppo si presenta con grappolo medio-grande (vedi fotografie precedenti) spesso provvisto di ala, compatto, con acino medio di colore nero con riflessi rossastri, la buccia è abbastanza consistente, pruinosa, con polpa succosa di sapore semplice. Vitigno molto vigoroso, con una maturazione medio-tardiva e con una produzione abbondante e quasi sempre costante. In Calabria è conosciuto con i sinonimi: Arvino, Gaglioppo di Cirò, Mantonico Nero, Galoffa, Lacrima di Cosenza e Uva Navarra. In molti gli attribuiscono caratteristiche dal punto di vista genetico quasi simili al Frappato e Aglianico.
Nel bicchiere: Cirò Rosso Classico DOC 2007, Piana della Melia
I vini ricavati con Gaglioppo si presentano quasi tutti con lo stesso filo conduttore della territorialità, espressa all’olfatto con sentori un pò rustici e legati alla macchia mediterranea, al gusto con una vena di sapidità ben accompagnta dalla presenza di tannini un tantino incisivi e ruvidi, sostenuti dalla presenza dell’alcol che regala morbidezza e bevibilità.
La degustazione l’ho fatta su un Cirò Rosso Classico DOC 2007 “Piana della Melia” 13,5° di alcol, Gaglioppo in purezza, dell’azienda agricola Santa Venere, che mi ha fornito anche le due immagini del Gaglioppo.
Il Vino si presenta di un colore rosso rubino con riflessi che tendono al granato, buona la consistenza. L’olfatto è intenso, vinoso, fruttato con sentori che ricordano la ciliegia, il mirtillo e le more, il tutto tendente alla confettura, note speziate di liquirizia e chiodi di garofano con una presenza lievemente balsamica, pepe nero e capperi completano la complessità olfattiva che risulta fine.
Al gusto è un vino secco, caldo e abbastanza morbido, sapido, abbastanza fresco per quanto riguarda l’acidità e con tannini ruvidi e muscolosi. Vino di corpo, abbastanza equilibrato per via dei tannini e sapidità che non vengono ben bilanciati dai 13,5° di alcol, intenso, con un ritorno del fruttato di mirtillo e radici di liquirizia. Finale leggermente amarognolo, il tutto regala una buona persistenza e un gustolfattivo comunque fine. Servito ad una temperatura di 18°, può essere abbinato a secondi piatti di carne rossa alla brace, salsicce alla cenere e agnello al forno con patate.
Abbinameno Vino24
Agnello alla brace con contorno di porri grigliati.
PS: tu ne hai mai assaggiati vini dal Gaglioppo? Hai da consigliarne qualcuno?








Interessante articolo.
Il Gaglioppo è un vitigno che se i calabresi sapranno sfruttare darà molte soddisfazioni. Già varie realtà vinicole si stanno affacciando e i risultati sono molto buoni.
Purtroppo ci sono grandissimi vitigni nel sud, ma è l’uomo che ne sa raccogliere poco i “frutti”. Penso anche al MAGLIOCCO, altro grande vitigno poco sfruttato.
Cordialmente
Angelo
Enoteca Everywine | Ott 1, 2009 | Reply
Hai ragione, purtroppo al sud non sono ancora stati capaci di sfruttare al meglio gli autoctoni, (esludo l’Aglianico e il Fiano) forse manca un pò di coraggio. Ho l’impressione che al sud, gli autoctoni vengono trascurati più che altro per “moda” o sentito dire, attira più un vino ottenuto con vitigni internazionali, al massimo uniti agli autoctoni in uvaggio. Spero che le cose cambino prima o poi. Il Magliocco sicuramente è un grande vitigno poco sfruttato, potrei fare una lista lunghissima, mi fermo solo a menzionare un’ interessante vitigno Pugliese: la Malvasia nera di Brindisi e Lecce.
Ciao e grazie.
cosimo | Ott 1, 2009 | Reply
Non posso dire nulla sull’argomento stavolta, poichè non ho mai dico mai bevuto un cirò che mi piacesse. De gustibus…..
Ivan Pasinato | Ott 2, 2009 | Reply
E’ un Gaglioppo molto interessante quello dell’Az. Ceraudo sempre nelle zone di Cirò, fanno anche un blend con Cabernet Franc, che gli conferisce maggiore complessità.
Simone | Ott 3, 2009 | Reply
@ivan
“….non ho mai dico mai bevuto un cirò che mi piacesse….”
perchè non ti sono piaciuti?
Francesco | Nov 17, 2009 | Reply