Vini e Vitigni autoctoni del Trentino, il Teroldego Rotaliano
Pubblicato da: cosimo ricciato - Ott 7, 2009 in Degustazioni, Teroldego, Trentino Alto Adige, Vini DOC

Trentino, regione dove la natura si esprime con montagne, boschi, neve, il verde dei pascoli e una viticoltura che oggi è assolutamente all’avanguardia, proponendo vini semplicemente straordinari e raffinati, come il Trento DOC Metodo Classico e vini ottenuti da monovitigni, sia internazionali che autoctoni. Tra gli autoctoni a bacca rossa troviamo un vitigno coltivato unicamente nella zona del Campo Rotaliano: il Teroldego.
Origini del Teroldego Rotaliano
Le origini di questo vitigno sono antichissime e incerte, probabile che l’incertezza sia legata al suo nome ed ai suoi sinonimi: Tiroldego, Tiraldega, Tiroldela e Tiroldigo. Secondo alcuni, questi nomi, contenendo le parole “Tirol” e “Old”, sarebbero da associare al Tirolo, definendo il vitigno come l’Oro del Tirolo. Altre fonti, “italiane”, indicano il Teroldego vitigno proveniente dalle zone attorno al lago di Garda, dove veniva chiamato con il sinonimo di Tirodola, il cui termine derivava dal tipo di impianto, visto che veniva maritato a dei tutori vivi chiamati le Tirelle. Comunque, ipotesi più veritiera é che il vitigno Teroldego sia giunto in Trentino, esattamente nella Piana Rotaliana, dalle non lontane pianure veronesi, portato dai migranti assieme alla pianta del Gelso, usata anche come tutore vivo proprio per il Teroldego.

Diffusione e Denominazione
Il Teroldego è diffuso è coltivato quasi esclusivamente in Trentino e unicamente nella zona del Campo Rotaliano, che comprende i territori comunali di Mezzocorona, Mezzolombardo e San Michele all’Adige nella frazione di Grumo, tutti in provincia di Trento. Il Teroldego è utilizzato in purezza nella produzione del vino Teroldego Rotaliano DOC e in quantita inferiore nel Valdadige rosso DOC e nel Trentino kretzer DOC (rosato).
Caratteristiche della pianta
Il Teroldego si presenta con grande vigoria, grappolo con dimensioni medio-grandi, allungato e di media compattezza a volte provvisto di piccole ali. L’acino di media grandezza di colore nero-blu con buccia pruinosa e consistente. La vendemmia avviene tra l’ultima settimana di settembre e la prima decade di ottobre. Aggiungo, inoltre, che il Teroldego è uno dei vitigni tra i più versatili, può avere sia vinificazioni per ottenere vini giovani e di pronta beva, ma anche per ottenere vini con affinamenti più o meno lunghi in botti o barrique. Si presta molto anche per la macerazione carbonica, tecnica enologica per la produzione del vino novello.
Nel bicchiere: Teroldego, Vigneti delle Dolomiti I.G.T. “Vigna del Gelso” 2007, 13°, di Cantina Mori Colli Zugna

Il vino si presenta limpido, colore rosso rubino intenso con riflessi violacei e con buona consistenza. L’olfatto è intenso, percettibili da subito sentori vinosi e fruttati come la ciliegia, more e melograno, poggiati su delicati sentori floreali di viola, emergono profumi speziati di chiodi di garofano e ginepro seguiti da sentori di sottobosco e lievi accenni di nocciole tostate. Al gusto è un vino secco, caldo (con i suoi 13° di alcol) e morbido, buona la componente acida, ma ancora di più la sapidità, eleganti i tannini si sentono ma non sono mai tanto invadenti. Vino di corpo, con un buon equilibrio tra morbidezze e durezze, con queste ultime leggermente in evidenza grazie alla sapidità. Intenso, abbastanza persistente con un ritorno al gusto del fruttato e lievemente tostato, finale leggermente amarognolo, fine e abbastanza armonico.
Epoca di consumo 1-3 anni. Servito ad una temperatura di 16-18° può essere abbinato a primi piatti come le tagliatelle al ragù di lepre, pasticcio alla bolognese. Secondi piatti come carni rosse grigliate o formaggi di medio-lunga stagionatura.
Abbinamento Vino 24
Cannelloni ripieni al ragù
Le prime due immagini sono tratte da Stradedelvinodeltrentino.it. L’immagine della bottiglia l’ho fatta io.





Devo dire che il Granato di Foradori è uno dei rossi che preferisco; sempre elegante, consistente, ampio, in tutte le annate che ho potuto assaggiare.
rinaldo | Ott 7, 2009 | Reply
Lo cononsco, ottima espressione del Teroldego, direi sorprendente.
cosimo | Ott 7, 2009 | Reply
Apprezzo moltissimo questo vitigno che nel Granato trova la miglior espressione. Pieno e rotondo al gusto, ha un profilo olfattivo vivace e di bella personalità.
Non so se è noto, ma informazioni circa la vinificazione nella piana rotaliana pare risalgono al ‘300.
Michelangelo | Ott 14, 2009 | Reply