Quanto siamo polli del vino?

Wine Tasting

Le guide vini del Gambero Rosso, dell’Espresso, la nuova guida vini di SlowFood, tutti i big del settore della critica del vino ci influenzano. Un vino ha preso 100/100 da qualche parte? Ha preso mille stellette di qualità? Allora, tutti noi consumatori pensiamo: che buono quel vino! Sarà così?

Stando a uno studio pubblicato sulla rivista Appetite, che scopro leggendo Dr. Vino, la verità è questa. Lo studio ha dato a 163 volontari un bicchiere di Clos de los Siete 2006, un vino da 15 dollari argentino di Michel Rolland, vino che Robert Parker ha definito da 92/100. Ad alcuni volontari è stata detto il punteggio prima della degustazione, ad altri solo dopo, ad altri ancora è stato detto che si trattava di un vino da 72/100. Ecco cosa ne è venuto fuori, secondo Science Daily.

Chi ha saputo prima del punteggio 92/100 lo ha valutato un vino buono/eccellente. Chi ha saputo prima del punteggio 72/100 lo ha valutato negativamente. Chi non ha saputo proprio niente fino alla fine, lo ha valutato meno bene del gruppo da 92/100. E poi dicono che le guide ormai non contano più. Mah!

Inoltre, quando i ricercatori hanno riferito le informazioni corrette (alla fine) sorprendentemente i volontari non hanno cambiato il loro giudizio. Non solo quindi non volevano dimostrarsi impreparati nell’essere stati presi in giro, ma pare che l’influenza è stata tale da arrivare fino al palato.

Ok, nulla di sorprendente. Siamo polli del vino?

Foto | Allmightymo

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5 Commento(i)

  1. Frédéric Brochet, dell’università di enologia di Bordeaux, aveva già fatto qualcosa di simile, almeno in due occasioni. Nella prima aveva fatto assaggiare un vino bianco spacciandolo per rosso, nella seconda un grande vino spacciandolo per appena modesto, come l’esperimento che citi.

    Se non ricordo male se ne aveva parlato anche Andrea Gori su Burde, o Dissapore. Si era notato che il primo punteggio pubblicato su Cellartracker tende ad influenzare tutti i successivi. Ed anche io poi, nel piccolo, una volta ci sono cascato in pieno. Ma quello te lo racconterò a voce.. :)

    Mi permetto di intervenire perchè scrivevo proprio ieri di una di queste ’situazioni’:

    http://www.enoicheillusioni.com/2009/09/e-notizia-datata-e-le-percezioni-sono-condizionate-dalle-aspettative/

    http://galloblog.splinder.com/post/15714490

    ;)

    Jacopo Cossater | Set 15, 2009 | Reply

  2. bellissimo il tuo post! libri, studi, poi arriva uno che cambia il colore a un vino bianco e …ci si casca! Cascherei anche io, forse sono già cascato diverse volte …

    fabio | Set 15, 2009 | Reply

  3. Il giudizio di terzi, soprattutto se referenziati è in grado di influenzare il nostro, su questo principio si fonda la critica di ogni sorta e la pubblicità tramite testimonial non esisterebbe se non fosse così.

    Ora capito questo, basta semplicemente evitare di prestar fede a certe letture.

    Non compero una bottiglia sola di un produttore del quale io non abbia conoscenza diretta o per interposta persona della quale io abbia fiducia estrema.

    Credo che questo dovrebbe essere il criterio giusto per non alimentare l’industria delle furberie.

    Ciao
    Paolo

    Paolo Carlo | Set 15, 2009 | Reply

  4. Che il settore guide sia per tanti motivi impuro, possiamo essere d’accordo; non me la sento però di aderire ciecamente a questa campagna anti-guide che mi sembra, navigando di qua e di là, si stia cercando di montare; le analisi dei caratteri più che le valutazioni numeriche,le trovo affidabili: possono essere un punto di riferimento sia prima che dopo degustazione, per verifica delle impressioni.

    rinaldo | Set 15, 2009 | Reply

  5. La “massa” è assolutamente influenzate dalle guide e dai “guru” del vino senza alcun dubbio, purtroppo. E le guide forti di questo ci marciano, e le aziende vinicole…pure!

    Giuseppe | Set 29, 2009 | Reply

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