I blog del vino sono importanti per la tua azienda vinicola?
Pubblicato da: fabio ingrosso - Ago 26, 2009 in Marketing
Domandona di fine estate, quindi di inizio periodo lavorativo serio. I wine blog (blog del vino) sono tantissimi sparsi in tutti il globo e in tutte le lingue. I wine blog scrivono sul vino, degustano e pubblicano recensioni di vini con tanto di nomi delle aziende e giudizi. Le aziende vinicole dovrebbero prestare attenzione a cosa scrivono questi outsider?
Secondo uno studio del Sonoma State University Wine Business Institute sembra proprio di sì. Specialmente per i brand del vino meno conosciuti o situati nelle regioni del vino emergenti. Vediamo nel dettaglio che cosa dice questo studio.
Quanti wine blog ci sono?
E’ una domanda cui ho dato già una risposta tempo fa qui, relativamente alla situazione italiana. Liz Thach, Ph.D., SSU Wine Business Professor, conduttrice dello studio, si è avvalsa della Complete List of Wine Blogs di Alder Yarrow. Concentrandosi sui wine blog inglesi, lo studio ha scartato quelli non attivi e ne ha scelti 10 per ogni “alpha letter” (qualcuno posti nei commenti il significato di questa espressione). Totale preso in considerazione: 222 wine blog analizzati da 42 studenti della wine business school.
Le 9 categorie di wine blog più importanti
Il wine blog più tipico è quello delle Wine Review: il blogger degusta vini e ne pubblica le sue recensioni usando metodi di giudizio soggettivi, spesso utilizzando metodi di rating su scale di 100, 20 o 5 punti.
La seconda categoria più diffusa è quella dei blog Wine & Food che mischiano ricette e informazioni sui ristoranti. Segue la categoria Wine Education, nei quali i blogger educano i lettori sul vino: varietà, stili, come degustare, … Poi ci sono i blog specifici sul Winemaking and Viticulture.
Seguono i wine blog su Specific Wine Regions, come città, stati, denominazioni e paesi. Alcuni esempi sono stati trovati a Washington D.C., New Orleans, San Francisco, Paris, Seattle, Washington State, Oregon, California e Britain. Questi blog presentano anche i wine shop e le enoteche della zona, così come i ristoranti.
Ci sono poi i blog Wine & Culture che si concentrano sull’associazione del vino con l’arte, la poesia, la musica e la letteratura (questa mi è davvero nuova). Soltanto il 9% dei wine blog analizzati, invece, è composto dai Winery Blogs.
Per finire, seguono i blog Wine Business and Winemaking & Viticulture, molto orientati al business del vino, e quelli non inseribili in nessun altra categoria: vino e politica, vino sotto i 20$, …
Numero di brand del vino e di pubblicità sui blog
L’analisi è proseguita con il capire il numero di brand del vino presenti su questi blog e il numero di pubblicità in homepage. All’interno dei 222 wine blog analizzati, sono stati trovati ben 813 brand del vino differenti. Solo 3 brand sono stati citati 4 o più volte: Kendall-Jackson, Ridge e Penfolds. Il che dimostra di come vengano trattati maggiormente brand meno conosciuti. Ti ricordo che si tratta dell’analisi della sola homepage, non dei post passati.
Per quanto riguarda la pubblicità, solo il 47% ne presenta almeno una. Il totale di pubblicità trovate è di 451. I format variano dai text-add-links di Google ai banner di cantine, prodotti, …
Perchè le cantine dovrebbero prestare attenzione ai wine blogger?
Qui viene la domandona. Le ragioni sono diverse, te le spiego in breve.
- Il numero di wine blog continua a crescere: questo permette alla aziende vinicole di essere parte di essi in maniera più ampia. Per le cantine con piccoli budget per le relazioni pubbliche e il marketing, questa è un’opportunità da tenere seriamente in considerazione: pensa che alcuni wine blog raggiungono i 30-40 mila contatti al mese.
- Siamo entrati in un periodo di democratizzazione dei media su internet. Parolone, che cosa significa? Significa semplicemente che ognuno di noi più aprire un blog facilmente e conversare sul proprio argomento, ad esempio utilizzando piattaforme di blogging gratis come Wordpress, Blogspot e Typepad. Dal momento che non ci sono linee guida editoriali, le recensioni possono essere positive o negative. I wine blogger sono differenti, ci sono quelli ben educati, quelli che vogliono imparare. In definitiva: può essere pubblcato di tutto, sul tuo brand. Ecco perchè avere attenzione dei wine blogger paga.
Come possono lavorare le cantine con i wine blogger?
L’avvento dei wine blogger e di altre applicazioni internet come i social network, i video online, i podcast, … ha creato maggiori opportunità ma anche maggior lavoro per le agenzie di pr. Per il semplice fatto che una persona può discutere della tua bottiglia, dovresti quanto meno approciarti nel modo seguente:
- Monitoraggio: monitora il tuo brand online per capire che cosa dice la gente di te
- Se trovi una recensione positiva, lascia un commento al blog o invia una email al blogger per conversare con lui
- Se trovi una recensione negativa, contattalo ugualmente e inizia anche in questo caso una conversazione. Invitalo a visitare la tua cantina oppure fornisci maggiori info su quella bottiglia. Non iniziare una disputa con lui, non serve a niente, anzi: peggiora le cose.
- Identifica i blog del vino che più ti piacciono e seguili per capire quali sono i loro hot topic
- Se sei una nuova cantina o sei in una regione del vino sconosciuta, contatta i wine blogger che ti piacciono e inviatali nella tua zona/cantina. Entra in contatto con loro.
- Se sei intenzionato ad aprire il tuo winery blog, fallo in manieria professionale: scrivi almeno un post alla settimana, meglio se lo fai più spesso; scrivi storie interessanti su quello che succede nella tua azienda o nella tua regione del vino, piuttosto che promuovere spudoratamente i tuoi prodotti; monitora costantemente i commenti, le reazioni, i link e rispondi subito.
Che ne pensi?
Foto | fd






Ciao Fabio,
bel post, complimenti.
Adesso non resta che convincere le aziende. Ma questo è compito nostro.
francesco badalini | Ago 26, 2009 | Reply
Ciao Francesco, faccio un’osservazione sul “convincere le aziende”. Più che compito nostro penso sia compito loro: si devono convincere. Questo perchè, a differenza del marketing e delle pr tradizionali, l’internet marketing presuppone un diretto coinvolgimento delle aziende vinicole: non si può affidare tutto a un’agenzia esterna perchè è la stessa azienda con le sue persone che deve comunicare e attivare determinate relazioni. L’esperto esterno (consulente, agenzia, quale che sia) può solo fornire un supporto (prezioso) su strategie e strumenti.
Nella mia esperienza personale, mi sono accorto che non vale la pena iniziare discorsi di internet marketing con aziende che non hanno capito questo passaggio, saranno sempre difficili, se non addirittura fallimentari.
Si lavora efficacemente solo con aziende vinicole propense a questo modus operandi.
fabio ingrosso | Ago 26, 2009 | Reply
Beh, per quanto mi riguarda, ricevuto forte e chiaro, ma che fatica! Un post alla settimana, monitorare che si dice di te, organizzare eventi: cambierà molto il panoramaa dei viticoltori? E’ questa la domanda, vera, che occorre farsi dopo aver visto il web come si sta evolvendo. I grossi saran più grossi? Non so, sicuramente le opportunità in piccolo sono cresciute, io sto avendo degli ottimi riscontri, ma devo dire che le competenze e l’approccio sono anni luce dalle mentalità chiuse di un tempo.
Boh, una nuova era glaciale? Mah, ho paura che anche qui si ripeta la mitica frase di Gates, cioè che internet è una moda passeggera (ricordi Fabio, internet is a passing fad), da parte di molti produttori.
Speriamo che anche molti consumatori seguano i nostri sforzi!
Tomaso | Ago 26, 2009 | Reply
Io penso in queto modo: i consumatori si sono già riversati su internet sia numericamente sia qualitativamente (condividono, pubblicano, comprano, …). Essere su internet per un’azienda vinicola non è più una cosa semplice, ma è un’opportunità da cogliere. Partiamo da questo, poi vediamo cosa succede.
fabio | Ago 26, 2009 | Reply
Internet non è assolutamente una moda passeggera, ma una realtà. Una realtà che con il passare degli anni diverrà sempre più “quotidiana”. Ed ha ragione Fabio nel dire che oggi per una cantina non è più una cosa semplice essere presente sul web. Avere un sito web non è più sufficiente, bisogna interagire con i consumatori, rispondendo, pubblicando, e condividendo informazioni. Oggi, ogni responsabile aziendale che si rispetti, dovrebbe non solo tenere d’occhio i vari blog per controllare quello che si scrive sulla propria cantina (leggi web reputation), ma anche averne uno proprio. Possibilmente mantenuto in maniera professionale. Ormai il mercato è davvero globale, e per raggiungere determinati obiettivi aziendali bisogna faticare molto ma molto di più del passato. Internet però oggi da delle opportunità alle cantine, soprattutto piccole e a conduzione familiare, inimmaginabili fino a poco tempo fa. Con Internet le barriere del mercato sono più basse, e quindi facili da scavalcare. Una piccola cantina come quello di Tomaso può competere infatti ad armi pari anche con cantine ben più grandi e blasonate. Adesso mi fermo qui perchè ci sarebbe da parlare ore ed ore sull’argomento.
Saluti
Fabio Italiano
Bereilvino | Ago 26, 2009 | Reply
E’ importante si! Internet oramai è un culto, il mezzo per eccellenza per promuovere i propri prodotti e la propria attività!
Guida Vino | Ago 28, 2009 | Reply
io penso che questo sia un periodo di grandi opportunità per le cantine…specialmente per le piccole…
prendiamo l’esempio di un’azienda agricola, come ce ne sono molte qui in Langa dove vivo…
non tutte si chiamano Ceretto, Bruno Giacosa o Aldo Conterno…ce ne sono molte molto meno conosciute e cosa fare per promuovere il marchio?
fino a qualche anno fa per molte di queste cantine sarebbe stato difficile farsi conoscere, mi immagino lo sforzo economico per partecipare a fiere ed essere visibili, le spese per realizzare materiale pubblicitario, fotografie, convincere la stampa di settore a parlare di una realtà sconosciuta…
oggi tutto questo è molto più “alla portata”
internet una moda passeggera? assolutamente no, se internet già oggi fa parte della vita quotidiana la sua importanza crescerà ancora di più in tempi brevi…
il problema, di questo ne sono consapevole, è convincere queste realtà a muoversi nella direzione perchè il luogo comune è “ma se non lo fa il mio vicino che è uno che ci capisce vuol dire che non funziona” mentre invece a mio avviso la mentalità dovrebbe cambiare e dovrebbe evolversi verso il “se lui non l’ha ancora fatto lo farò io e sarò il primo…”
boh, sono curioso di capire come si evolverà il tutto………
senza parlare di ecommerce, perchè li secondo me ci sono praterie da cavalcare nel mondo del vino….
che ne dite?
marco prando | Ago 31, 2009 | Reply
Marco, concordo con te sul fatto che per il momento esiste ancora un vantaggio della prima mossa. Notevole. Se nessuno ha ancora utilizzato alcune strategie di marketing, chi prima le utilizza bene potrebbe ottenere dei risultati maggiori che in situazioni di saturazione dell’utilizzo dei social media (probabilmente come sarà tra qualche anno). Quindi, bisogna muoversi adesso.
fabio | Ago 31, 2009 | Reply
il problema è andare a parlare con queste persona e convincere loro dell’importanza dei social media…
non sarà un’impresa facile…
l’arma vincente dovrà essere il basso costo d’accesso…questo potrebbe convincere qualcuno a provare…
in questo momento vorrei avere io una piccola e sconosciuta cantina…per poter fare quello che ho in mente!
marco prando | Ago 31, 2009 | Reply
Che coincidenza. Abbiamo lanciato il nostro blog istituzionale da pochissimo.
http://www.everywine.biz/bacheca/
Perchè l’abbiamo fatto ? Essenzialmente per due ragioni.
Avvicinarci maggiormente alla nostra clientela cercando di trovare un dialogo/interazione con loro.
Di dare maggiori informazioni, cuoriosità e quantaltro anche al di fuori del mondo del vino. Quindi libri, cucina, ricette etc..
Enoteca Everywine | Ago 31, 2009 | Reply
Sembrerebbe che vi cambio argomento ma così non è. E’ postando sui blog a tema che si riesce a scalare le vette dei page rank per ritagliarsi un piccolo spazio di visibilità e quindi provare a strutturare un piano di marketing efficace. Concordo con Fabio che i piccoli possono fare tanto sulla rete e cogliere tutte le opportunità che essa offre, ma si dovranno adeguare con un minimo di struttura. Sono qui essenzialmente per segnalare che in provincia di Lecce ed esattamente a Leverano in corrispondenza della festa di San Martino (11 novembre 2009) si terrà la rassegna internazionale “Festa del Vino Novello”, e’ una kermesse di livello internazionale articolata in numerosi eventi, all’insegna della cultura, della musica, del folklore e soprattutto dell’enogastronomia
nella suggestiva cornice del centro storico di Leverano, a pochi chilometri da Lecce. Ci saranno stands per degustare il vino novello e le specialita’ tipiche del territorio, mentre negli slarghi, agli incroci, lungo le stradine, verranno riproposti, contemporaneamente, numerosi spettacoli di animazione, gruppi musicali, teatrali, ecc. Non mancano i gruppi che suonano e fanno ballare la “pizzica”, il tradizionale ballo salentino, che tanto successo ha riscosso a livello mondiale.
E vi sembra poco!!!!
Vi aspettiamo…..
Gianpiero | Set 16, 2009 | Reply
Esiste ancora una grossa diffidenza sul mezzo Internet, probabilmente generata dall’esplosione della new economy alla fine degli anni 90.
Molti produttori si sono fatti prendere in giro dalle prime web agency e adesso ne paghiamo tutti…
Roberto | Ott 20, 2009 | Reply