Case Study in wine social media marketing: Murphy-Goode Winery

Seguo con molta attenzione la storia della Murphy-Goode Winery, cantina californiana che offre 10.000 dollari al mese a un solo fortunato affinché questo usi blog, social network, Twitter, Youtube, … per sei mesi per veicolare il brand aziendale. Pochi mesi fa è stato lanciato il concorso online per la ricerca di questo fortunato: bisognava registrarsi in un breve video e caricarlo su Youtube, uno dei quali è quello che hai visto in apertura. Adesso sono rimasti in 10 (i finalisti aspiranti) e domani si saprà chi è il vincitore.

Il canale Yotube di murphygoode segnala il caricamento di 888 video in data 20 luglio 2009 (ore 12.00), ma i video dovrebbero essere davvero migliaia in tutto perché noto alcuni che hanno il numero di application superiore al 2.000. Insomma, migliaia di persone hanno volontariamente caricato i loro video su Youtube, ricollegandoli al brand Murphy-Goode. Questo è semplicemente …grandioso: Murphy-Goode è stata in grado di attivare delle azioni nelle persone, grazie a un’abile comunicazione internet.

Dicevo, seguo con molta attenzione questo caso di social media marketing del vino che, alla fine, costerà intorno ai 100.000 dollari. La cosa interessante è che ormai della Murphy-Goode ne parlano in moltissimi in America. Vediamo come è stata ripresa la notizia dai vari attori della comunicazione.

Social Media
Ne hanno parlato in tantissimi, i link al sito dell’azienda vinicola e del sito internet del concorso che è stato chiamato A Really Goode Job sono migliaia. Ad esempio, cercando su Google la parola chiave “Murphy-Goode” escono fuori 140.000.000 risultati; cercando “A Really Goode Job” ne escono fuori 392.000.000. Ovviamente non tutti questi milioni di link si riferiscono all’azienda, ma per fare un esempio, prendendo una delle maggiori aziende vinicole italiane come Zonin, su Google escono “solo” 294.000 risultati.

Questo significa che della Murphy-Goode ne stanno parlando in tantissimi. Ci sono decine di altre possibilità di analisi online, era giusto per farti vedere le dimensioni del buzz che si è creato. Tanto che ne hanno parlato in tutti gli ambienti come la blogosfera, i social network, …

Un’altro esempio lo possiamo fare grazie ad Alexa, forse ancora più calzante. Su Alexa il sito internet A Really Goode Job si posiziona a un traffic rank di 43.342, una posizione egregia, che significa che il sito è stato linkato-visitato abbastanza volte. Mentre, se prendiamo un esempio italiano come il Consorzio del Brunello di Montalcino, giusto per rimanere in tema di cronaca contemporanea, il fiore all’occhiello del vino italiano, il brand probabilmente più conosciuto al mondo quando si parla di vino italiano, ebbene, il sito del consorzio, che non fa minimamente alcuna azione di marketing online, si piazza alla posizione 2.641.335, sempre su Alexa. Insomma, come numeri ci siamo: la campagna di social media marketing della Murphy-Goode sta facendo centro.

Media tradizionali
La notizia della Murphy-Goode, poi, è passata anche sulle riviste, sui giornali, nelle televisioni, vale a dire sui media tradizionali. Un caso perfetto di come comunicando bene su internet si possa poi arrivare ai media tradizionali che riprendono la notizia da internet, gratis o almeno con costi minori.

Particolarità
Adesso, sono rimasti solo 10 finalisti, i cui video li riporto tutti alla fine dell’articolo, così ce le vediamo in faccia queste persone che aspirano al “miglior lavoro del mondo”. Il bello è che i media tradizionali continuano a riprendere la notizia: sono quelli locali, che hanno segnalato che un loro concittadino è arrivato in finale. E’ il caso del The Atlanta Journal-Constitution, ad esempio, che ha segnalato la notizia di un certo Hardy Wallace che è in finale. Ovviamente, ha parlato anche del concorso, quindi dell’azienda. Di seguito i video, dopo i video le mie conclusioni.

Azzardo alcune prospettive
Checchè se ne dica, la campagna è stata un successo: ha introdotto prepotentemente la Murphy-Goode Winery all’interno della mappa dei social media del vino e non solo. Ha piantato la sua bandiera e rivendicato il suo territorio. Alla fine spenderà circa 100.000 dollari, ma la copertura mediatica, sia tradizionale che new media, è talmente tanta che sono dei soldi spesi bene, anzi: il costo mi sembra essere addirittura accettabilissimo per la copertura che stanno avendo.

Uno dei problemi da tenere in considerazione, adesso, è il cambiamento: la Murphy-Goode Winery si è aperta al mondo, le persone sono entrate direttamente nel suo racconto (hai visto quanti volti nei video?). L’apertura la si deve gestire bene, soprattutto se di queste dimensioni e di questo impatto. Ma, soprattutto: il vincitore del concorso sarà in grado di svolgere il suo lavoro al meglio, cioè di comunicare l’azienda vinicola attraverso i social media? Sarà in grado di mantenere tutto o parte di questo buzz per i prossimi sei mesi? Se sì, sarebbe uno dei più grandi successi di wine marketing degli ultimi anni, se no rimarrebbe una campagna marketing eccezionale comunque ma difficile da gestire in futuro.

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  1. Lug 21, 2009: from How much brand awareness in internet? « ComuniKaFood

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