Crisi dell’editoria del vino: il giornale Vinum è in vendita

I giornali del vino stanno messi male? Credo di sì ed eccoci alla prova dei fatti. All’inizio dell’anno avevo pubblicato le mie previsioni personali sul 2009 del vino, cliccate qui. Se andate al punto 3 trovate la voce: I media tradizionali del vino, questi moribondi. Ebbene, pensavo dovessimo vedere i primi segnali di questa moria un po’ più in là con i mesi, ma già a febbraio c’è il primo caso. Mi riferisco a Vinum, magazine tedesco e svizzero.

A dicembre del 2008, secondo questo articolo di Decanter, hanno deciso di metterlo in vendita e di chiudere l’ufficio a Bordeaux. La compagnia che lo pubblica, Münsteraner Landwirtschaftsverlag, continuerà a farlo finché non si troverà un acquirente.

Le cause di questa vendita le troviamo nelle affermazioni riportate sull’articolo di Decanter, affermazioni la cui fonte non viene dichiarata: “Di fronte al crescente ridimensionamento e alla chiusura dei media cartacei in corso in tutto il mondo, nel 2008 abbiamo fatto profitti scarsi”. Che delusione!

Si sperava in un arrivo di danaro cash da parte della Münsteraner Landwirtschaftsverlag, ma tutto ciò non è arrivato. Ricordiamo che dall’anno dell’acquisto del giornale da parte della compagnia, Vinum è stato pubblicato anche in Austria, Francia, Spagna e Italia.

Adesso: una delle mie previsioni si sta avverando? Non vorrei essere pessimista, sono solo realista: fino a che la carta stampata non comprenderà internet, di queste notizie di moribondi giornali del vino ne sentiremo parlare sempre più. Anche in Italia.

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2 Commento(i)

  1. valutazioni impeccabili Fabio, che mi sento di sottoscrivere. Mala tempora currunt, e le prospettive sono fosche, anche per coloro che, come me, vivono del loro lavoro di cronisti del vino…

    Franco Ziliani | Feb 12, 2009 | Reply

  2. quello che penso io è proprio questo: l’editoria cartacea è in crisi un po’ ovunque nel mondo avanzato e in qualsiasi settore di informazione/intrattenimento. Hanno già chiuso diversi giornali in America, ma intendiamoci: non hanno chiuso del tutto, bensì solo la versione cartacea. Hanno riversato tutte le loro risorse, invece, su internet. Ci sono diversi articoli al riguardo, segnalo questo di Pandemia http://www.pandemia.info/post/2073310.html e questo di Mantellini http://www.mantellini.it/?p=5420.

    La domanda che mi faccio da un po’ di tempo è la seguente: che cosa stanno facendo le riviste del vino italiane? Semplice: niente. Ne consegue che, a fronte di un cambiamento nel modo di fruizione della notizia e dei lettori, le riviste che non si adeguano ai tempi che corrono …scompariranno. Ed è la sorte che capiterà alla maggioranza delle riviste del vino italiane, a mio avviso.

    Per quanto riguarda i giornalisti, il discorso è lo stesso: o si adeguano o verranno tagliati fuori dai “nuovi comunicatori” che uniscono alla penna il digitale. Tu ne sei un esempio: hai il blog sul vino più seguito d’Italia! Chi non avrà la capacità di vedere e utilizzare il nuovo in maniera professionale, cosa che tu Franco hai già colto da diversi anni, scomparirà. Da questo non si fugge!

    fabio | Feb 12, 2009 | Reply

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