Tappi di sughero addio. E con essi foreste, animali e posti di lavoro
Pubblicato da: fabio ingrosso - Dic 1, 2008 in Ambiente

I tappi a vite, i cosiddetti screw cap, si stanno facendo strada nel settore del vino e parallelamente stanno anche portando una conseguenza ambientale non da poco: il rischio della scomparsa delle foreste di quercie che prima davano i tradizionali tappi di sughero. Lo dice un articolo del Telegraph. Nel mondo ci sono 2,7 milioni di ettari ricoperti da foreste di questo tipo, le quali sono anche un habitat ideale per molte specie come la lince, la cicogna nera e altre ancora.
Quale è il problema? C’è sempre minore richiesta di tappi tradizionali tanto che i coltivatori e i produttori cominciano a tagliare gli alberi, che magari stanno lì da centinaia di anni, per piantagioni alternative e più remunerative come l’eucalipto. Ma, c’è un altro problema: i terreni sui quali crescono queste foreste sono poveri qualitativamente e una volta deforestati, nella maggior parte dei casi, diventano deserto. Nell’Algarve (in Portogallo), la foresta di questo tipo si è ridotta del 28% negli ultimi 10 anni, ad esempio.
Le dimensioni del fenomeno sono enormi: uno studio della World Wildlife Fund prevede che oltre i tre quarti delle foreste di questa tipologia che si trovano nel Mediterraneo potrebbero andare perse in soli 10 anni. Tutto questo avverrà se il trend dell’utilizzo dei tappi di plastica nel settore del vino dovesse continuare a crescere al ritmo attuale.

Infatti, se le foreste per fare il sughero sono esistite fino ai nostri giorni lo si deve soltanto al mercato per i tappi, cioè al loro valore economico. E sono anche molto ricche di biodiversità: in soli 0,1 ettari di foresta si contano oltre 100 specie conosciute! Se dovessero scomparire è chiaro che il danno ambientale sarebbe enorme.
Come si fa il sughero
La pratica è abbastanza complessa e manuale. Gli alberi hanno bisogno di 45 anni di crescita per raggiungere la loro maturità. A questo punto si può raccogliere la corteccia (è l’unico albero che può continuare a vivere senza gran parte della sua corteccia). Dovranno passare poi circa 9 anni per poterla raccogliere di nuovo sullo stesso albero, ma un solo albero può produrre tappi per 4.000 bottiglie di vino.
Sentore di tappo
La tendenza degli screw cap è nata nel Nuovo Mondo produttore di vino. Il problema principale nel mondo del vino era quel fastidioso sentore di tappo, dovuto proprio ai tappi di sughero e a un fungo chiamato Armillaria mellea, un parassita della quercia da sughero. Nel caso il fungo si sviluppa nel tappo si ha il cosiddetto “sentore di tappo” nel vino, dovuto al 2,4,6-tricloroanisolo (TCA) che può essere descritto come un odore somigliante a quello di un quotidiano ammuffito, cane bagnato o cantina umida. I nuovi tappi evitano tutto ciò e sono ormai una parte consistente del mercato mondiale: più del 20% dei tappi per le bottiglie di vino.
Per far fronte a questa crisi, i produttori del Portogallo hanno introdotto nuovi metodi di sterilizzazione e purificazione per assicurare che i tappi non siano contaminati da TCA, ma la battaglia è durissima.
E con la scomparsa di questo settore di produzione, potrebbero sparire anche numerose specie animali, come detto in apertura di post. Il tema è tanto sentito che la BBC trasmetterà un documentario a proposito. Se riuscirò a vederlo ve lo racconterò.





Ed io che credevo che fosse la salvezza degli alberi, il tappo a vite!

Grazie per le preziose informazioni!
sandra | Dic 1, 2008 | Reply
Si, in questo caso, infatti, per fare i tappi di sughero l’albero non viene tagliato, ma solo diciamo “scortecciato”. Per cui non muore. Non è come nel caso di altri alberi che vengono abbattuti del tutto per fare poi qualche prodotto. Il problema è che se nessuno compra più i tappi i produttori non hanno più motivo di continuare ad avere simili alberi, quindi …
fabio | Dic 1, 2008 | Reply
Purtroppo è così ed a livello mediatico nessuno stà facendo nulla anzi, è stato veicolato un messaggio per il quale i tappi sintetici (di plastica)sarebbero di silicone (FALSO!) e di materiale per valvole cardiache (FALSO!)e comunque prodotti necessari per risolvere il problemi del vino difettato.
Non sarà invece che le lobby dell’industria petrolchimica sono onnivore e vogliono facogitare ogni settore della nostra vita?
Le conseguenze le stiamo vivendo giornalmente.
Sinceramente prerisco una bottiglia di vino difettosa (così come della frutta un pò sciupata,) che un mondo plastificato all’eccesso.
Ben vengano quindi articoli come i tuoi!
Alessandro | Dic 2, 2008 | Reply
Non se ne parla, purtroppo è vero! Tu, Alessandro, sei del settore?
fabio | Dic 2, 2008 | Reply
Il documentario della BBC andrà in onda il prossimo 9 dicembre 2008. Il titolo è “Cork – Forest in a Bottle”. Aspettiamo di vedere cosa dirà … http://www.decanter.com/news/273267.html
fabio | Dic 4, 2008 | Reply
Decanter sta parlando molto dell’argomento, ecco un altro articolo: http://www.decanter.com/news/273366.html
fabio | Dic 4, 2008 | Reply
Sì, ed è incredibile ascoltare le
assudità che vengo diffuse al riguardo
e, pirtroppo, l’inerzia di un settore che
sta lentamente riducendosi
Alessandro | Dic 23, 2008 | Reply
Proprio ora ho scritto un articolo sull’argomento con il mio punto di vista, cercando su google come fosse posizionato, ho trovato il tuo…
Giuseppe Carlucci | Ott 13, 2009 | Reply
in giugno partirà una importante campagna di comunicazione in favore dei tappi di sughero!
giorgio | Mag 20, 2010 | Reply