Portofoil, l’olio e la gastronomia italiani in Cina
Pubblicato da: fabio ingrosso - Nov 24, 2008 in Cina, Eventi, Mercati
All’interno di Vinitaly China quest’anno si è svolto anche Portofoil (Italian selected extra virgin olive oils), promosso dal Consorzio Olivicolo Italiano. Vediamo come è andata.
In tutta la Cina nel 2007 sono stati importati poco più di 32 milioni di dollari di olio di oliva. L’Italia detiene il 30,14% del mercato cinese e rispetto al 2006, la sua quota di mercato è cresciuta del 14.59%. Una goccia nel mare di oltre un miliardo e 350 milioni cinesi. Ma anche un grosso risultato se si pensa che negli anni 90’ le esportazioni di olio di oliva erano quasi inesistenti in questo Paese.
Maurizio Forte, direttore ICE di Shanghai, ha riferito che “nel 2007, con oltre 16,53 milioni di dollari in valore, l’olio di oliva e altri grassi hanno rappresentato la terza voce dell’export in Cina dopo il vino e il cioccolato e registrano un + 46,89% rispetto al 2006.
Un trend di crescita favorevole che è confermato già nei primi nove mesi del 2008: “A fine settembre di quest’anno, abbiamo superato in valore gli 11,55 milioni di dollari e siamo cresciuti dell’83,66% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”
Portofoil a Shanghai
La scelta di Shanghai per Portfoil è stata strategica: la metropoli ha 16 milioni di abitanti. E’ il primo porto commerciale al mondo e ha un reddito pro-capite di oltre 7.000$ contro i 1.970 dollari della media nazionale. E’ la città dove si seguono maggiormente le tendenze occidentali (moda, alimentazione) con una popolazione giovane e, spesso, benestante.
Shanghai, con oltre 5 chilometri quadrati di superficie allestita, sarà anche la sede dell’Expo internazionale del 2010, dedicato agli stili di vita del XXI secolo. Un appuntamento che potrebbe dare un forte impulso all’interscambio bilaterale Italia-Cina ancora contenuto in un esiguo 1% di quota per quanto attiene alle esportazioni tricolori sul totale dell’export mondiale verso Pechino e in un 2% dell’import globale di prodotti Made in China.
La cucina italiana in Cina
I cinesi guardano all’aspetto salutare del cibo tanto quanto al gusto. La cucina occidentale sia per il costo che per il gusto, rimane largamente appannaggio della comunità straniera e di una élite di cinesi. La maggioranza dei ristoranti italiani a Shangahi è localizzata nella zona che ha la più alta concentrazione di uffici stranieri. Ci sono ristoranti di altre cucine nazionali e finora quella italiana è la più diffusa, seguita da quella stile americano, quelle francese e tedesca e le new entry sono i ristoranti spagnoli, russi e greci.
L’affluenza di clienti cinesi ai ristoranti italiani supera il 30% del totale e il restante è composto da stranieri. Le persone che frequentano i ristoranti occidentali sono quelle che, per lavoro, hanno contatti con gli stranieri, viaggiano per lavoro, si considerano cittadini del mondo, guadagnano abbastanza tanto da permettersi uno stile di vita più elevato.





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