Barack Obama e le curiosità vinose del dopo elezione
Pubblicato da: fabio ingrosso - Nov 20, 2008 in Curiosità, Politici

L’elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti ha fatto parlare molto anche il mondo del vino con una serie di curiosità che vi riporto in questo post. Ho già parlato del fatto che Obama, nonostante la sua vittoria per 53% a 46%, ha stravinto nel consenso negli stati più vinosi d’America: il 99,4% (leggete il post Barack Obama contro John McCain: 4.927 cantine a 660). A parte questa grande curiosità, ce ne sono altre, non da meno: c’è chi ha inviato del vino al nuovo presidente e chi ha scritto una lettera aperta. In Italia, invece, c’è chi parla di Obama e il nuovo protezionismo USA. Vediamo.
Kendall-Jackson
La cantina californiana Kendall-Jackson ha annunciato di spedire alcune casse a Obama per congratularsi con la sua elezione (ed è apparsa su Decanter!). Si tratta di un Vintner’s Reserve Chardonnay. Obama, in una intervista precedente, aveva dichiarato che il vino è sempre presente nella sua casa a Chicago, la cantina quindi ne ha approfittato: è se dovesse essere questo il vino della prossima presidenza americana? Tentar non nuoce: inviamo alcune casse, poi si vedrà.
Tra l’altro, il Kendall-Jackson Chardonnay era stato già presente alla Casa Bianca durante la presidenza Reagan, per cui non parliamo di robette, no? Ma, i proprietari della Kendall-Jackson, saranno pro Obama anche dal punto di vista politico? Il portavoce ha semplicemente riferito che non conosce il loro orientamento politico, sa solo che la loro affiliazione principale è di essere …americani. Dicesi: politically correct.
Ti ho donato 200 dollari e adesso?
Dear President Elect,
Congratulations on your hard-won victory. Now the work begins, and in the weeks ahead you will be making some much-publicized appointments.
Inizia così la lettera aperta di Dave al neo presidente. Dave ha donato 200 dollari alla causa Obama Barack, adesso si aspetta una risposta, ovviamente nel settore del vino. Il suggerimento sarebbe quello di farlo diventare ambasciatore in un paese del vino come Francia o Italia, per esempio. Oppure sommelier della Casa Bianca. Ma, basteranno 200 dollari?
Obama protezionismo?
Pierpaolo su Vinix scrive: “Finalmente è finita, dopo una sfiancante campagna elettorale durata 22 mesi Barak Obama è il nuovo presidente Usa e tutti noi speriamo che ora, sulla scia dell’entusiasmo e dei programmi, la situazione mondiale possa migliorare. Tuttavia, poichè è risaputo che Obama intende rafforzare il protezionismo del suo paese, mi chiedo quali ripercussioni avrà il mercato delle importazioni di vino. Ora come stanno le cose? Come pensate andranno a finire?” Andate a leggere il post, ci sono un sacco di commenti.
Foto | Dal set della notte delle presidenzaili di Barack Obama





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