Come vanno le aste di vino durante la crisi economica in corso?
Pubblicato da: fabio ingrosso - Nov 17, 2008 in Vendite

Bella domanda, vero? I segnali sono contrastanti: la crisi economica è più preoccupante del previsto e si pensano tempi lunghissimi per uscirne fuori. Ma in Asia succede anche che un compratore anonimo acquisti tre Jeroboams di un rosso La Tache Vintage 1990 per un totale di 118.628 dollari. E’ successo nel corso dell’asta svoltasi sabato scorso a Hong Kong dall’Acker Merrall & Condit presso l’Island Shangri-La Hotel
Un’altro ha pagato 274.718 dollari per una collezione di 144 bottiglie Domaine de la Romanée-Conti, cioè circa 2.000 dollari a bottiglia. Una cassa di 12 bottiglie di uno Screaming Eagle Cabernet Sauvignon del 1992 è stata venduta per 112.384 dollari (9.365 a bottiglia) e una cassa di 6 bottiglie di Krug Vintage Champagne per 51.197 dollari.
L’asta si è svolta proprio il giorno successivo alla dichiarazione ufficiale che Hong Kong è in recessione e ha visto un giro d’affari di 6,7 milioni di dollari (a maggio furono 8,2 milioni, l’asta di vini più importante di tutta l’Asia). Si prevede una flessione di un 20% in termini di valore, ma tuttavia quasi il 90% dei 950 lotti è stato venduto, il che significa che la gente compra ancora: solo che compra a prezzi inferiori.
Si sta notando, pertanto, una certa freddezza nei compratori, la crisi si fa sentire. Ma gli organizzatori di aste di vini sono comunque ottimisti per quanto riguarda il mercato di vini pregiati in Asia, nonostante questi segnali negativi. Anzi, paradossalmente la crisi in corso potrebbe dare il via al boom vero e proprio: nel momento in cui i conti in banca non sono più sicuri, nel momento in cui i prezzi scendono, cala la fiducia, … chiunque abbia cash potrebbe acquistare in vista del rialzo che si avrà in futuro.
Insomma, il vino sta diventando un’attrattiva di business in tutta l’Asia (e Hong Kong ne è il polo principale). Lo dimostrano le dichiarazioni di Christie’s che terrà un’asta di vini in questo mese: nonostante le condizioni di crisi globale, le aspettative di vendita della casa sono alte. David Elswood, a capo del dipartimento del vino di Christie’s, ha riferito questo:
“The big advantage for fine wine, as for other art, is that it is a tangible commodity-based asset and a far safer haven for investors than paper stocks and shares”
“I would recommend buying gold, fine art and of course, the finest and rarest wines, if the stock market looks a bit risky”
Foto | The Web President





cerco qualcuno che possa dare un valore al mio vino, ho un marsala del 1860 riserva cantine florio,
se sapete indirizzarmi ve ne sarei grato
giuseppe | Mar 6, 2009 | Reply