Le Città del Vino più ecologically correct

Le Città del Vino si riuniscono nella prossima convention e nel frattempo, per stuzzicarci il palato, rendono pubbliche le città più attente al rapporto con l’ambiente, un tema che è molto caro all’associazione. Formalmente si chiamano Città del Vino “ecologically correct”: comuni virtuosi che fanno della cultura dell’eco-sostenibilità il proprio stile di vita. Nel continua l’elenco per categorie.

Energia
- Bevagna (Perugia), per il ripristino della propria centrale idroelettrica
- Monte Porzio Catone (Roma), per l’adozione di un regolamento edilizio “solarizzato”, che prevede l’installazione obbligatoria di impianti solari termici, d’isolamento termico, di riscaldamento centralizzato e per il recupero delle acque piovane, in tutti i nuovi edifici e in quelli da ristrutturare
- Provaglio d’Iseo (Brescia), protagonista della prima esperienza in Italia di installazione gratuita di impianti fotovoltaici sulle abitazioni da parte di una società di servizi che è beneficiaria dell’energia prodotta che rivende al gestore dimezzando le bollette ai cittadini
- Unione dei Comuni di Prima Collina (Canneto Pavese, Castana e Montescano, in provincia di Pavia), grazie alla progettazione di un impianto di biomassa che produce energia elettrica sfruttando la risulta delle potature delle viti

Comuni “ricicloni”
- Montespertoli (Firenze) dove, primo e unico caso in Toscana, si raggiunge l’80% della raccolta differenziata, effettuata porta a porta e applicando il principio “chi inquina paga”
- Monte San Pietro (Bologna), protagonista di un’intensa attività di informazione ai cittadini e nelle scuole, che permette anche qui di raggiungere l’80% della raccolta differenziata realizzata porta a porta.

Eco-mobilità
- Asti, che elargisce contribuiti a chi sceglie di acquistare mezzi non inquinanti (dalle bici elettriche alle auto a metano e Gpl)

Cultura della sostenibilità
- Portogruaro (Venezia), ‘Città educativa’ e ‘Città solare’, per la ‘cultura della sostenibilità’, estesa a tutto campo nel governo del proprio territorio

Comune riciclone 2008
- Costigliole d’Asti (Asti)

Il panorama che viene fuori da Città del Vino è questo. Città sparse in tutta Italia che possono essere prese come esempio dalle altre e che, premiandole, certamente acquistano una visibilità maggiore per come impostano il loro rapporto con l’ambiente che le circonda. Senza il quale, ricordiamocelo: non ci sarebbe il nostro vino nè la nostra gastronomia nè i nostri fine settimana andando a zonzo come eno-gastro-turisti.

Foto | Bevagna, ho visto nina volare

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