Segnali di recessione nell’economia del vino?

Le maggiori organizzazioni mondiali prevedono una recessione globale. Wall Street cade sempre più in basso. La crisi finanziaria rischia di espandersi anche all’economia reale. E , in questa, c’è anche la nostra amata economia del vino. Quali contraccolpi sta subendo?

Prezzi
Secondo un articolo di Wine Spectator i sommelier e i venditori americani hanno colto già i primi segnali: i consumatori acquistano ancora vino, ma sono più frugali, volatili. Più di una dozzina di grossi wine buyer americani ha affermato ciò. Ad esempio, Rajat Parr, wine director del gruppo di ristorazione Michael Mina, ha riferito di vendite che rispetto all’anno scorso sono scese del 10%. Altri affermano, come Kevin Boyer, che i wine lover stanno comprando vini in fasce di prezzo più basse rispetto al passato. Per non parlare poi del crollo delle vendite di champagne.

La crisi si fa sentire nella parte più alta dei consumatori: questi sono ancora disposti a spendere 500 o 1000 dollari per una bottiglia a cena, ma non con la stessa frequenza del passato. Mentre, le persone che prima spendevano 150 o 200 dollari oggi ne spendono 100. Insomma, il prezzo adesso sta contando.

Vini per la recessione
Non mancano le iniziative create appositamente per il periodo in cui stiamo vivendo. Tim Elliot, ad esempio, ha lanciato i Wines For Recessionary Times: esplorare i vini che hanno il maggior valore in tutte le fasce di prezzo (principlamente tra i 10 e i 25 dollari). Anche Tim avverte una maggiore attenzione al prezzo da parte del consumatore. Ne parla anche Kimberly Palmer sul suo post How to Save Money on Wine.

Il Tetra Pak a buon mercato di Tesco
Tesco sta per lanciare un contenitore di vino da un litro in Tetra Pak, proprio per rispondere alla crisi economica. I vini disponibili saranno un rosso, un bianco e un rosè proveniente dalla Spagna a sole 3 sterline. Una sorta di adattamento, come dice Andrew Carpenter, il wine category manager:

“Twelve months ago, you wouldn’t have predicted the situation we have now. The market has changed dramatically in that time and we have to adapt to it”

La preoccupazione di Tesco è che i consumatori si ritirino dal mercato tutti insieme!

C’è chi guarda alla Cina
Le cose vanno così così da noi: let’s go in China! Ecco che l’attenzione alla Cina si fa sempre più forte, laggiù il mercato è in crescita così come anche tutti i consumi in generale. Recentemente Gallo Wineries ha fatto una decisione importante di muoversi verso quel mercato asiatico. Le parole di Joseph E. Gallo parlano chiaro:

“We’re starting to make an effort into China. We think there’s terrific potential over there. We would ship our cases over there and have people distribute it. That’s our current plan”

Gallo crede che i cinesi possano diventare grandi bevitori di vino perchè sono persone open-minded. E se si muove così Gallo … Che la Cina sia la via d’uscita dalla recessione?

Foto | Tomás Fano

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