Studio sulle pratiche ambientali nel settore vino

Vineyard Sonoma

L’industria del vino, non tutta ma parte, sta facendo grandi passi per adottare pratiche di produzione responsabili dal punto di vista ambientale. Ad esempio attraverso delle azioni educative rivolte sia al consumatore finale sia agli operatori del settore. Uno studio condotto da Robert Smiley, professore e direttore degli studi sul vino della Graduate School of Management presso la University of California, Davis, ci dice qualcosa di più.

Si tratta di un sondaggio su 28 capi di altrettante aziende. I risultati dicono che la maggioranza di esse si sono confrontate col problema ambientale chi attraverso packaging eco-friendly, chi utilizzando il biodiesel, chi attraverso il riciclaggio degli scarti e chi con la costruzione di edifici verdi. Uno dei problemi, tuttavia, sembra essere quello della mancanza di chiarezza rispetto ad argomenti come sustainable, green e low carbon footprint: i significati sono molto personali.

Una delle tendenze principali è quella dell’utilizzo dei tappi: sempre più gli screw caps, sempre meno i tappi in sughero. Inoltre, i vini poco costosi sono venduti sempre più in cartoni che in bottiglie di vetro. Alcuni dei quali anche riciclabili.

“For the first time, these wine professionals said that they are finding consumers to be more accepting of alternative packaging”

Inoltre, l’8% degli intervistati ha dichiarato che hanno utilizzato pratiche di produzione sostenibili e il 46% che ha utilizzato o ha in mente di fare marketing su termini come “sustainable” oppure “organic”. Il che significa che i consumatori cominciano ad apprezzare tale tipologia di vino non solo dal punto di vista del gusto, ma anche dal punto di vista della filosofia che sta alla base. Il link da cui traggo la notizia presenta alla fine un altro link che rimanda allo studio in pdf, solo che non riesco ad aprirlo. Se qualcuno trovasse lo studio lo posti nei commenti.

Via | Seriousaboutwine.co.za
Foto | star5112

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