Amazon vende vino online: social network di nicchia, long tail e altro
Pubblicato da: fabio ingrosso - Set 15, 2008 in Distribuzione, Investimenti, Stati Uniti, Vendite

Amazon venderà vino online. Che cosa succederà? Quali le prospettive Ne vale la pena? Alcune considerazioni ci portano anche a leggere l’impatto di Amazon sui social network di nicchia (quelli sul vino) e sul fatto che, con ogni probabilità, Amazon diventerà il primo retailer della coda lunga del vino.
I wine lover americani potranno acquistare vino da Amazon non più tardi di questo mese: lo ha riferito un portavoce della Napa Valley Vintners Association. La notizia dell’ingresso di Amazon nella vendita di vino online l’avevamo già data qui, ma al tempo ancora non si conoscevano i dettagli. Adesso ci siamo. Amazon ha lavorato insieme all’associazione della Napa (associazione che rappresenta 315 produttori della regione) per fare workshop insieme a tutti i produttori interessati a questo tipo di vendita: credo tutti visto che il canale di vendita in questione sembra sia in espansione. Per il momento non si conosce se ogni azienda avrà una sua pagina internet personale o se la vendita sarà gestita su un unico spazio web per tutte le cantine. I tipi di Amazon non lo hanno ancora riferito.
Il problema, fino ad ora, era una regola della Corte Suprema del 2005 che vietava le spedizioni dei vini delle cantine al di fuori dello stato in cui esse operavano. Ovviamente i retailer non ne traevano alcun vantaggio. Amazon, lavorando a stretto contatto con la Napa Valley Vintners Association, invece, vuole bypassare la situazione dando il business direttamente in mano alla cantine: la vendita costituirà una transazione diretta tra consumatore e azienda, il retailer è come se restasse fuori. A quel punto, probabilmente, le vendite dovrebbero essere permesse. Le notizie dicono che Amazon per il momento garantirà il servizio solo per 26 stati (ricordo che la situazione legislativa è differente da stato a stato).
Rimane un problema fondamentale: i consumatori, gradiscono comprare vino online? Sebbene generalmente si dica che c’è un interesse crescente verso questa modalità di acquisto, tuttavia i dati portano nella direzione opposta: l’ecommerce nel mondo del vino conta solo per il 7%, ancora troppo poco.
Una delle spiegazioni principali potrebbe essere questa: quanti di noi, quando acquistiamo un vino, andiamo ad acquistarlo avendo già idea che lo vogliamo acquistare? Il vino non è un libro o un cd, è un bene completamente diverso. Inoltre, molti di noi non hanno una conoscenza vasta o almeno adeguata sul settore, il che ci porta ad acquisti completamente differenti. Quanti di noi sanno ricoscere il valore di un vino? A parte queste problematiche, il fatto che tutto internet stia parlando di questa operazione di Amazon potrebbe far ben sperare: e se fosse, invece, qualcosa di nuovo? Tipo una spinta al commercio elettronico del vino? Vediamo alcuni scenari.
Social Network di nicchia
Secondo Mashable, l’entrata nel business del vino da parte di Amazon porterà molti guadagni alla compagnia (il post richiama un articolo del Financial Times che non è disponibile in lettura online). Abbiamo visto che ciò ancora non ci è dato saperlo: il settore è ancora incerto, vedremo. Una conseguenza, però, non è da sottovalutare: questa azione potrebbe far aumentare le opportunità di crescita per i social network di nicchia sul vino che potranno beneficiare della vendita diretta attraverso un link al sito di Amazon. Il che, a mio avviso, porterebbe realmente a un aumento di visitatori, di coinvolgimento dei wine lover, di recensioni, …
Il primo retailer della long tail del vino
Su WineCast, invece, la riflessione ci porta sul concetto di Long Tail di Chris Anderson apparso inizialmente in un articolo su Wired The Long Tail e poi diventato un libro The Long Tale: Why the Future of Business Is Selling Less of More tradotto anche in italiano. L’idea alla base di questo concetto è che l’80% del mercato (la long tail) può essere significativo per le vendite di quei retailer di nicchia che vendono piccole o piccolissime quantità di beni a molti consumatori. E questo è proprio il business di Amazon. Qui concordo: Amazon potrebbe davvero diventare il primo grande retailer della coda lunga del vino.
Un’altra analisi interessante sul tema è quella fatta da Steve di Vinfolio disponibile qui





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