Vini Doc d’Italia, il Bianco di Custoza
Pubblicato da: cosimo ricciato - Giu 28, 2010 in Chardonnay, Garganega, Lombardia, Pinot Bianco, Riesling Italico, Sauvignon, Trebbiano, Trentino Alto Adige, Veneto, Vini DOC
Con l’arrivo della bella stagione (si spera che sia più lunga possibile) il piacere dell’aperitivo, per la maggiorparte delle persone che amano il vino, è diventato oramai quasi irrinunciabile, un fresco e profumato bicchiere di bianco magari dopo una giornata di lavoro darà sicuramente un risultato “ritemprante”. Il Bianco di Custoza Doc può essere una valida scelta, bianco che negli ultimi periodi è riuscito a riguadagnare parecchio terreno. Andiamo a scoprirlo.
Nasce in un territorio dove il paesaggio e ambiente pedoclimatico sono particolarmente favorevoli per la riuscita del Custoza, il territorio in questione è quello del Lago di Garda, capace di creare un microclima favorevole per la produzione delle uve Trebbiano toscano, Garganega, Friulano (ex Tocai Friulano), Cortese (qui conosciuto con il sinonimo di Bianca Fernanda), Malvasia bianca, Riesling italico, Pinot bianco, Chardonnay e Manzoni bianco. Scontato dire che non tutti i vitigni rientrano nell’uvaggio finale per ottenere il Custoza: ogni produttore ha il suo uvaggio, creato e studiato negli anni, tanto da rendere il nostro Bianco di Custoza sempre diverso e “originale”.
Tutelato da un Consorzio che negli ultimi anni svolge un ottimo lavoro sia di promozione che di tutela stessa nei confronti dei quasi 500 soci che, a loro volta, nelle quattro tipologie previste dal disciplinare riescono a produrre circa 12 milioni di bottiglie di cui, il 30% va all’estero e il rimanente 70% copre il mercato nazionale.
Disciplinare, zona di produzione e tipologia
Custoza, paese-frazione del Comune di Sommacampagna in provincia di Verona è situato sugli ultimi lembi del territorio di origine morenica, nella zona del Lago di Garda con la zona vitivinicola collocata su terreni collinari, sempre, di origine Morenica posti a sud-est del Lago di Garda. Secondo il disciplinare, il Bianco di Custoza è un vino Doc dal 1971, la zona di produzione comprende il territorio vitivinicolo dei seguenti comuni: Bussolengo, Castelnuovo del Garda, Lazise, Sona, Sommacampagna-Custoza, Valeggio sul Mincio e Villafranca di Verona. La resa per ettaro varia dai 5q/li per il Passito ai 15q/li del Bianco, passando per i 12q/li della versione superiore. Varia anche il contenuto dell’alcol, si parla degli 11°min. del Bianco ai 12+3 del passito.
Affinamento previsto solo per la tipologia superiore (min.5 mesi), e per la versione passito (10 mesi min.). I vitigni utilizzati, secondo il disciplinare, sono; Trebbiano toscano 20-45%, Garganega 20-40%, Tocai friulano 5-30%, Cortese, Malvasia bianca, Reisling italico, Chardonnay, Pinot bianco e Manzoni bianco 20-30%. Il Custoza viene proposto in diverse tipologie: Bianco di Custoza base, Superiore, Spumante, elaborato nelle versioni Brut, Extra brut ed Extra dry sia con il Metodo charmant che con il Metodo Classico (le operazioni di spumantizzazione sono consentite nelle provincie di Verona, Brescia, Mantova, Treviso, Vicenza e Trento. Mentre le operazioni di vinificazione oltre all’intero territorio di Verona, sono consentite nei comuni confinanti di Brescia e Mantova). Epoca migliore di consumo; entro i primi due anni dalla vendemmia.
Nel Bicchiere: Bianco di Custoza Doc, 2009, 12° di F.lli. Farina- Pedemonte- Verona
Vino ottenuto con il 40% di Garganega, 25% Trebbiano, 15% di Cortese, e il restante 20% suddiviso tra Malvasia, Riesling Italico, Chardonnay e Sauvignon. Si presenta cristallino di un colore giallo paglierino scarico con netti riflessi verdolini, abbastanza consistente. L’olfatto risulta abbastanza intenso con un richiamo ai sentori citrini di erba limoncella e buccia di pompelmo giallo, frutta esotica come ananas e un lieve accenno di banana leggermente acerba, chiude con sentori di nespola e accenni floreali di biancospino, fiori di campo e di erba appena sfalciata il tutto risulta di buona complessità e fine all’olfatto. Al gusto è un vino secco, con una spinta leggermante vivace, giusto grado alcolico (12°) che però non riesce a bilanciare la notevole spalla acida, infatti risulta fresco e abbastanza sapido, caratteristica interessante, visto che ti fa venir la voglia di un nuovo sorso dal bicchiere. Discreto il corpo, abbastanza equilibrato e di buona intensità, abbastanza persistente con un ritorno del fruttato di ananas e di erba limoncella che rende fine e asciutto il gustolfattivo. Vino dallo stato evolutivo tra il giovane e il pronto che servito alla temperatura di 8° diventa ideale compagno di un aperitivo e di piatti freschi e veloci come insalata di pasta o riso, frittate, pesce crudo (sushi?) oppure con una succulenta pizza Margherita.
Abbinamento Vino24
Insalata di riso.






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