Veuve Clicquot Vintage 2002, una delusione
Pubblicato da: massimo sacco - Mag 10, 2010 in Chardonnay, Francia, Pinot Noir
Ieri mi trovavo insieme a Philippe, chef de cave della Veuve Clicquot, e stavamo decidendo quali champagne abbinare ad alcuni piatti, per una promozione che si farà all’hotel dove lavoro. Abbiamo degustato alcuni champagne e una delle più grosse delusioni è arrivata dal Vintage 2002.
Veuve Clicquot Vintage 2002 | 15+/20
Il colore è un giallo paglierino abbastanza scarico. Le bollicine sono molto fini, persistenti, ma molto evanescenti. Al primo naso appare su aromi di lieviti, un leggerissimo odore di solforosa, il vino è abbastanza fine (sempre sullo stile Veuve), il frutto sembra non pienamente maturo. Al secondo naso si apre su aromi abbastanza marcati di crosta di pane, agrumi, un leggero tiglio e jasmine. Al naso il vino appare soave anche se determinati aromi ci indicano una notevole acidità del vino. Gli aromi sono molto volatili. L’assemblaggio è costituito di 2/3 Pinot Noir e 1/3 Chardonnay.
Infatti, l’attacco in bocca è molto fresco su una acidità quasi minerale. L’alcolicità è leggera cosi come la struttura. Uno champagne molto nervoso, con un finale corto su note di brioche e grillè. Lo champagne inizia con un naso molto intrigante, sullo stile Veuve ma purtroppo è molto leggero e poco maturo, senza alcuna nota di evoluzione e con le bollicine che leggermente svaniscono dopo qualche momento.
Foto | ctiemen (immagine indicativa)






Io preferisco i vigneron (RM), per me sono loro i veri champagne.
La Canova del Vino | Mag 10, 2010 | Reply
Ma pensa Massimo. Solo due anni fa, alla presentazione dell’annata 2002 ad un evento a Milano, trovai uno Champagne in splendida forma, straordinariamente equilibrato.
Già finito? Peccato.
Jacopo Cossater | Mag 10, 2010 | Reply
Jacopo, prova a riassaggiarlo ma francamente io e tutta l’equipe di sommeliers ci siamo guardati negli occhi e non riuscivamo a credere che fosse già in fase “terza”. Naturalmente per l’enologo tutto era ok e trovava evoluzioni del bouquet che francamente noi noi non abbiamo sentito. Considerato che Veuve Clicquot ha un mercato enorme in Italia…. Comunque stanno facendo ottime cose a livello di marketing e merchandising
Massimo Sacco | Mag 10, 2010 | Reply
Ciao Massimo, cosa intendi per acidità quasi minerale?
cosimo | Mag 10, 2010 | Reply
Mentre una bottiglia di quelle che non dimentichi mai per quanto è buona?
Jury Borgianni | Mag 10, 2010 | Reply
Parlando di champagne a me é piaciuto tanto il Dom Perignon 2000, senza andare su vini di vigneron etc,per l’eleganza e la capacità di Rene Geoffrey di produrre un grande vino in un’annata particolarmente difficile e per le proporzioni che ha la Dom Perignon( é facile fare un vino buono da un piccolo clos, ma immaginate quando si devono assemblare i vitigni di centinaia di ettari!!). Parlando di vini tranquilli io ho una passione per il Pinot Noir/Nero e per i vini che riescono ad oltrepassare le barriere del tempo, cioè la verità su un vino considerato grande la puo’ dare solamente il tempo. Purtroppo in un mondo dove tutti andiamo sempre di corsa non sempre si ha l’opportunità di aspettare un vino per qualche decennio.
Massimo Sacco | Mag 11, 2010 | Reply
La mineralità si esprime con una perfetta maturità fenolica dell’uva, dunque a volte la percezione della mineralità puo’ essere influenzata dalla acidità . Come si sente leggermente in questo caso: le uve non erano perfettamente mature
Massimo Sacco | Mag 11, 2010 | Reply
Ciao, scusa Massimo come fai a sentire che le uve non erano perfettamente mature?
Daniele | Mag 11, 2010 | Reply
Non hanno I caratteristici aromi da uve mature.si sentono profumi che sono piouttosto verdi.
massimo sacco | Mag 12, 2010 | Reply
salve a tutti,chiedo scusa, ma qualcuno sa spiegarmi cosa significa ‘espressione “su un’acidtà quasi minerale”. Grazie
giò | Giu 11, 2010 | Reply