Vini e Vitigni autoctoni del Veneto, la Vespaiola
Pubblicato da: cosimo ricciato - Mag 20, 2010 in Veneto, Vespaiola, Vini DOC
La nostra tradizione culinaria è la più importante, variegata e sana al Mondo, ogni Regione si esprime attraverso la cucina con piatti tipici dove il vino, in abbinamento, riesce a creare un connubio il più delle volte unico. Il Veneto é un territorio con una importante tradizione culinaria e vitivinicola e mai come in questo periodo dell’anno riesce a dare un’abbinamento cibo-vino azzeccatissimo, capace di esprimere nella genuina bontà di un piatto e nel sorso di un bicchiere, in questo caso, di Vespaiolo, tutto il carattere e la piacevolezza di questo particolare lembo di terra.
Il Territorio in questione è la zona collinare dell’Alto Vicentino, una pennellata di terra molto suggestiva che si identifica come in questo caso nelle cittadine di Breganze e Bassano del Grappa. La prima si identifica nell’unica zona di coltivazione del vitigno autoctono Vespaiola, la seconda per quanto riguarda l’ingrediente principe del nostro piatto; L’Asparago bianco di Bassano, utilizzato per preparare primi piatti come i saporiti risotti oppure come ingrediente di contorno a secondi piatti, sino ad arrivare addirittura ai dessert! Tralasciamo il bianco ortaggio e dedichiamoci al vitigno Vespaiola.
Storia e Diffusione, Denominazione
Per chi conosce questa zona del Vicentino la Vespaiola è il vitigno principe, molto apprezzato e coccolato con orgoglio dai vignaioli e cantinieri Breganzesi. Vitigno antico e misterioso, tanto che non si è ancora riusciti a dare un’origine certa, anche attraverso approfonditi studi. Il caratteristico nome è legato esclusivamente alle vespe, particolarmente ghiotte del suo prelibato succo quando il grappolo arriva in prossimità della completa maturazione. Bisogna ricordare che prima Di Rovasenda (1877) e poi il Marzotto (1925) sottolineano la presenza di altri vitigni come il Vespolina del Piemonte, le rarissime Vespera dell’Alessandrino e la Vespaia Senese (conosciuta anche come Cortona o Uva Scoppietta), il cui nome si deve principalmente, anzi esclusivamente, alle vespe e sempre per lo stesso motivo (ghiottissime del prelibato succo), risultando per niente imparentete con la Vespaiola. Il territorio di produzione comprende i Comuni di Breganze, Fara Vicentino, Molvena e parte dei Comuni di Bassano del Grappa, Lugo di Vicenza, Montecchio Precalcino, Pianezze, Salcedo, Sandrigo, Sarcedo e Zugliano, tutti in provincia di Vicenza. La Vespaiola rientra nel disciplinare Doc Breganze con i vini Vespaiolo Doc, e l’eccellente vino Passito Torcolato.
La Pianta
La Vespaiola conosciuta anche con i sinonimi di Bresparola/o si presenta con grappolo piccolo, provvisto di ala e mediamente compatto. L’acino medio, con buccia giallo dorato, consistente, spessa e pruinosa. Matura intorno all’ultima decina di settembre. Si presenta come un vitigno molto poliedrico sotto il punto di vista delle tipologie di vini che si possono ottenere, infatti ultimamente si sono raggiunti interessanti risultati con la Vespaiola spumantizzato con il metodo Charmant, della cantina Beato Bartolomeo di Breganze, certo la strada è ancora lunga ma si è ben cominciato. Inoltre, la Vespaiola è uno dei vitigni maggiormente vocato all’appassimento, ricordo il Torcolato di Breganze, l’eccellente vino passito.
Nel Bicchiere: Vespaiolo Breganze Doc, di Maculan, 2009 12° alcol.
Il vino si presenta cristallino di un giallo paglierino intenso, abbastanza consistente. L’olfatto è abbasatanza intenso, si percepiscono sentori fruttati di frutta a polpa gialla come l’albicocca e la nespola, piacevoli profumi di pompelmo rosa seguiti da sentori floreali di fiori di acacia e fiori di mandorlo, il tutto elegantemente poggiato su delicati sentori minerali che rendono l’olfatto fine. Al gusto è un vino secco con un giusto apporto alcolico (12°) che contribuisce a creare una discreta morbidezza, interessante la parte delle durezze che trova un giusto equilibrio tra freschezza e sapidità con quest’ultima che riesce a essere di buona persistenza dopo il boccato.
Vino fresco e con una buona sapidità, lo rendono abbastanza equilibrato con l’ago della bilancia spostato verso le durezze non particolarmente bilanciate dalla quota alcolica. Vino di corpo, intenso e abbastanza persistente con un ritorno di albicocca e un finale piacevolmente ammandorlato di mandorla verde e lievente citrino che regala una buona finezza gustolfattiva e la voglia di bere subito un altro sorso. Vino pronto che servito alla temperatura di servizio intorno agli 8° può essere ottimo come aperitivo, oppure abbinato a primi piatti a base di verdure e pesce, oppure a secondi piatti non molto impegativi come frittate, uova e asparagi e crostacei alla griglia. (Nella zona del vicentino si usa anche in abbinamento con il tipico piatto “Baccalà alla vicentina”). Link dell’azienda vinicola Maculan
Abbinamento Vino24
Risotto con Asparago bianco di Bassano del Grappa.






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