Vini e Vitigni Introvabili, il Cacamosca della Campania

Last sip of wine

La nostra nuova rubrica degli “Introvabili” questa volta, si occupa di un vitigno della Campania, il vitigno in questione dal nome tanto singolare è il Cacamosca. Vitigno a bacca bianca, deve il suo particolare nome alle numerose punteggiature brunastre presenti sulla buccia giallo-verde degli acini che ricordano i piccoli escrementi della mosca.

Storia e diffusione
Il Cacamosca, vitigno antichissimo Campano con poche notizie riguardo alla sua breve storia enologica, lo portano ad essere un’autentica reliquia sulla strada della completa sua estinzione.  Da segnalare che il vitigno Cacamosca è stato uno dei pochissimi vitigni capaci a resistere alla distruzione operata dalla Fillossera. Vitigno che aveva la sua zona di maggiore coltivazione la fascia collinare di Posillipo, la Penisola Sorrentina e la suggestiva Costiera Amalfitana, inoltre era abbastanza diffuso in alcune aree dell’Irpinia conosciuto con il nome di Gaglioppo (nessuna parentela o similitudini varie con il vitigno a bacca rossa della Calabria). Attualmente sono dedicati pochissimi fazzoletti di terra dove il Cacamosca viene coltivato, per la maggior parte ancora a piede franco. Si può trovare ancora qualcosa nei territori vitivinicoli dei comuni di Gragnano e Lettere in provincia di Napoli.

La pianta
Il Cacamosca, conosciuto anche con il sinonimo di Cacate di mosca si presenta con grappolo piccolo e alato, acini piccoli di colore giallo-verdognolo, pianta poco vigorosa e poco produttiva (una delle cause principali del suo lento abbandono?). Matura tra la seconda e terza settimana di settembre.

Nel bicchiere
Vino assai introvabile, chi ha avuto la fortuna di degustare lo descrive come un vino che si esprime con note alcoliche leggermente sopra le righe, grazie al suo eleveto tenore zuccherino, e con una bassa dose di acidità (altra causa per il suo lento abbandono?). Queste sue caratteristiche principali lo portano nei rari casi di vinificazione in uvaggio con vini a basso contenuto alcolico, quindi in assemblaggio con altre varietà.

Foto | paulaloe (indicativa)

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5 Commento(i)

  1. Ma i costi per una bottiglia simile se pur introvabile?

    Jury Borgianni | Mag 13, 2010 | Reply

  2. Vorrei saperlo anch’io, purtoppo risulta difficile trovare qualcuno che vinifichi in purezza il Cacamosca, indicativamente, penso meno di 10 euro?

    cosimo ricciato | Mag 14, 2010 | Reply

  3. Quella di recuperare vitigni autoctoni scomparsi è molto moda, ma la considero comunque positiva. Quando sarà passata la moda restaranno comunque le riscoperte di sapori molto legati al territorio.

    SaVino Doc | Mag 19, 2010 | Reply

  4. Non ci posso credere che esista davvero un vitigno con qel nome.
    :D
    Luciano

    Cavolo Verde | Giu 15, 2010 | Reply

  5. Questo è solo uno dei tanti vitigni dal nome così particolare, ti faccio qualche altro esempio; Bruciapagliaio(Liguria), Gatta(Veneto), Occhio di Gatto(Emilia Romagna), Mangiaguerra(Campania) Millegusti(Piemonte), Sabato(Campania), Scorza Amara(Emilia Romagna), Scroccona(Emilia Romagna), Zucchero e Cannella(Calabria). Ecc. ecc. ecc.

    cosimo ricciato | Giu 16, 2010 | Reply

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  1. Mag 11, 2010: from Vini e Vitigni Introvabili, il Cacamosca della Campania | Trentinoweb

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