Se la Cina è il futuro del vino, l’Italia dove è?
Pubblicato da: fabio ingrosso - Mar 5, 2010 in Cina, Consumi, Dati, Import/Export estero

E’ da un po’ che non scrivo un post economico sul vino, questo mi sembra degno di segnalazione: la Cina diventerà il settimo consumatore di vino più grande del mondo entro il 2013 (tra un paio d’anni, per intenderci).
In quella data la Cina consumerà 1,26 miliardi di bottiglie di vino, un incremento del 32% rispetto al 2009, lo dice Vinexpo. Così, il paese si dimostra un mercato emergente chiave per il settore del vino, con la sua base a Hong Kong e senza sottovalutare l’altro gigante di nome India.
La cosa particolare è che i vini di importazione rappresentano soltanto l’11,8% del totale consumato, con la Francia a farla da padrona. Da qui al 2013 la percentuale di vini importati aumenterà fino a raggiungere il 15,8%. Chi se la prenderà? I francesi (probabile)? O gli italici ce la faranno a mettere un po’ piede nel futuro?
Uno sguardo più ampio all’Asia
Nel continente lontano, però, il paese che crescerà di più in termini di consumo di vino (senza raggiungere tuttavia il numero assoluto cinese) è l’India: qui il consumo raddoppierà entro il 2013! Segue Hong Kong dove si prevede un aumento del 72%, sempre nello stesso periodo di tempo. A Hong Kong ben un terzo delle bottiglie bevute vengono dalla Francia. Please: qualcuno potrebbe dirmi come si sta muovendo l’Italia in questo nuovo mondo?
Via | Mnn.com





E’ impressionante che soltanto l’11% è vino di importazione, mi immagino queste grandi quantità di vino cinese, sarà finto?
Comunque capisco anche che non ce ne sia molto di importato dato che le istituzioni non facilitano ancora molto importazione di prodotti stranieri e capisco anche che comunque avranno tutto un modo loro nell’interpetare un vino quindi mi immagino per un futuro che i nostri esportatori in Cina dovranno adattare il proprio marketing per la vendita in questa grandissima nazione.
Non ci resta che vedere gli sviluppi ma deduco che non sia ne la Francia e né l’Italia ad accaparrarsi la più grande fetta di importazione in Cina di Vino…
Jury Borgianni | Mar 5, 2010 | Reply
Come si muove l’Italia in questi scenari? Male, anzi, non si muove, resta ferma, al palo, bloccata da mille contraddizioni e problemi irrisolti. Mi consolo pensando che non vedrò lo spettacolo di un mondo del vino dominato dalla Cina o da Paesi analoghi…
Franco Ziliani | Mar 5, 2010 | Reply
@Franco: da quanto ho letto su riviste e online, non da esperienza diretta, mi sembra di capire che l’Italia arranca davvero nel mercato cinese, un mercato nuovo, probabilmente con logiche diverse dagli altri. E finora non ho visto nessun piano di inserimento dei nostri vini in Cina, intendo un piano organico, strategico. Della serie: in Cina non si può andare con delegazioni di singoli consorzi, ecco. Mi viene da pensare questo: più passa il tempo più arrivano altri, addirittura Cile, Argentina, e soprattutto Australia e Nuova Zelanda. E l’Italia resta in disparte e dovrà lavorare il doppio per poter prendere quote di mercato. Io non posso consolarmi per ovvie ragioni …
fabio | Mar 6, 2010 | Reply
Da un paio d’anni batto le più grandi fiere dell’estremo oriente: la presenza italiana è marginale, polverizzata e quasi per nulla organizzata. Di contro, la Francia sempre più spesso è co-organizzatore di Fiere del calibro dell’HKTDC di Hong Kong. E quanto riportato nell’articolo è la logica conseguenza di quel che vedo.
Franz | Mar 8, 2010 | Reply
Questo è perché l’Italia è una nazione sorniona e arriva sempre troppo tardi per diventare leader incontrastabile di importazione in un paese.
Abbiamo purtroppo un’imprenditoria legata dalle leggi italiane che non permettono un libero mercato e competitivo con le altre nazioni.
Abbiamo malgrado una grande fortuna, tutti ci vogliono bene!
Quando però poi finirà questo amore per l’italia saranno guai
Jury Borgianni | Mar 8, 2010 | Reply
Comunque prevedo che la prima importatrice in Cina tra 5 anni non sarà la francia, non sarà ovviamente l’Italia ma saranno gli Stati Uniti!
Jury Borgianni | Mar 9, 2010 | Reply
Purtroppo in Italia fino a pochi giorni fà (probabilmente tuttora) si è sempre avuto una pessima opinione della Cina, per i problemi di contraffazione, mistificazione e cosi via (che sono presenti anche nel nostro mercato) e non è mai stato considerato il suo potenziale economico. Infatti mentre gli altri esportavano Mercedes e Bmw, noi cercavamo di vendere le nostre utilitarie. Quindi non bisogna meravigliarci se altri paesi come la Francia e gli Stati Uniti hanno preso nel frattempo una grossa fetta del mercato cinese. Quindi vediamo di alzarci le maniche. Ciao
Luigi Hu | Mar 12, 2010 | Reply