Un Vino per la cena di San Valentino: Lighea IGT di Donnafugata
Pubblicato da: cosimo ricciato - Feb 11, 2010 in Catarratto, Sicilia, Vini IGT, Zibibbo
Lighea, un personagio di un racconto di Giuseppe Tomasi di Pantelleria, era la Sirena con spiccate doti ammalianti proprio come questo vino, difficilmente dimentichi il nome e soprattutto i profumi e il gusto, avvolgenti e ammalianti. Prodotto da una delle aziende più interessanti di tutta la Sicilia e anche del Sud Italia: Donnafugata. Letteralmente parlando, “Donna in fuga” si riferisce alla storia della Regina asburgica Maria Carolina, che fuggi da Napoli dopo l’arrivo di Napoleone. Donnafugata era anche il nome dei possedimenti di campagna del Principe di Salina nel romanzo il “Gattopardo” di Giuseppe Tomasi.
L’azienda è radicata in Sicilia da oltre 150 anni, con vigneti e cantina nella zona di Marsala e nella zona vitivinicola di Contessa Entellina e sull’Isola di Pantelleria. Nei primi anni ottanta ha deciso di puntare con convinzione a un progetto mirato, Donnafugata per l’appunto, basato sulla qualità, salvaguardia della natura e valorizzazione degli autoctoni.
Siciliano in purezza: Zibibbo + Catarratto
Il Lighea fa parte di questo progetto dal 1990, anno in cui ha visto la luce con la prima annata, vino bianco ottenuto attraverso un uvaggio tutto siciliano: Zibibbo per il 65% (Moscato d’Alessandria) e Catarratto per il restante 35%. Le uve di Zibibbo sono allevate rigorosamente ad alberello con una produzione di 50 q.li/ha sui terreni di origine vulcanica di Pantelleria, mentre Il Catarratto, vitigno a bacca bianca autoctono della Sicilia (ne parleremo dettagliatamente più avanti), è coltivato nella zona di Contessa Entellina a controspalliera con una produzione di 65 q.li/ha su terreni di medio impasto. Vino che dopo la raccolta e la pigiatura viene messo a fermentare e ad affinare in acciaio e viene messo in commercio dopo due mesi di ulteriore affinamento in bottiglia.
Nel Bicchiere: Lighea di Donnafugata, I.G.T. Sicilia, 13° alcol.
Il vino si presenta di un colore giallo paglierino intenso con riflessi verdolini sull’unghia del bicchiere, consistente. L’olfatto è pulito e intenso con una leggera pungenza dovuta all’alcol, subito dopo emergono sentori aromatici, grazie all’apporto dello Zibibbo e successivamente si percepiscono profumi di frutta esotica come l’ananas e mango, poi agrumati di pompelmo accompagnati dal floreale di fiori di campo e mandorla verde, lievi accenni di erbe aromatiche come il finocchietto e di mineralità che regalano complessità e finezza olfattiva.
Al gusto è secco, caldo e abbastanza morbido, c’è quasi equilibrio tra sapidità e freschezza con un’accenno più spiccato della sapidità che comunque sposta l’ago della bilancia verso le durezze per quanto riguarda l’equilibrio. Vino snello ma di buon corpo, intenso e abbastanza persistente con un ritorno al gustolfattivo del fruttato come l’ananas, chiude con l’aromaticità molto contenuta che rende il tutto fine al palato.
Abbinamento Vino24
Vino abbastanza armonico, dallo stato evolutivo pronto, che servito alla temperatura di 8-10° accompagna primi piatti a base di crostacei come linguine all’astice, frittura mista di mare e pesce azzurro alla griglia. Noi di Vino24 per il menù di San Valentino lo proponiamo in abbinamento agli spaghettini con patate, sedano e bottarga di tonno. Se avanza tempo e voglia provatelo anche con bocconcini di ricotta fritta, meglio se di pecora.






Ma non era Giuseppe Tomasi di Lampedusa?????
Nick | Feb 14, 2010 | Reply
Hai ragione scusa, ho fatto confusione. Grazie per la segnalazione!
cosimo | Feb 14, 2010 | Reply