Vini francesi: Chateau Beychevelle 1990
Pubblicato da: massimo sacco - Gen 25, 2010 in Francia

Chateau Beychevelle 1990, 4eme Cru Classè del 1855. Siamo nel Mèdoc e precisamente nella AOC di Saint Julien. Chateau che produce vini dallo stile molto elegante, quasi mai profondi e corposi, insomma, uno stile che mi piace particolarmente, soprattutto viene esaltato nell’invecchiamento. Vini che rispecchiano pienamente lo stile dei Saint Julien molto delicati.
La superficie vitata è di circa 90 ettari, coltivati con Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot. L’annata 1990 a distanza di tempo si è molto rivalutata, diversi Chateaux come appunto Beychevelle alle prime degustazioni risultavano molto disiquilibrati mentre ora stanno raggiungendo l’apogeo.
Degustazione Chateau Beychevelle 1990 | 17,5/20
Il colore appare di un rosso aranciato che risulta ancora abbastanza profondo. Il primo naso è complesso, su aromi di frutta matura, fine, il legno è ormai totalmente digerito dal vino. Al secondo naso si apre in aromi evolutivi di caffè mischiati a un cacao leggermente amaro, trovo note di frutta molto matura in particolar modo di fichi secchi.
A poco a poco si apre (il vino l’ho decantatato in modo molto morbido un paio d’ore prima) e risalta subito la sua complessità di bouquet incalzata da una buona mineralità sottolineata dai sentori classici, nel Medoc, di grafite nera (la punta della matita), leggerissima nota di peperone quasi a segnalare la notevole presenza di cabernet. L’alcool è presente ma ridotto ai minimi termini.
Al palato l’attacco è quasi dolce, mischiato con un leggero fumè. L’acidità è ancora ben presente, i tannini sono bene integrati nel vino, l’alcolicità è quella giusta, gli aromi di frutta si ritrovano anche al palato. Cassis, ciliegie, nuovamente punte di fumè (legate al terroir) rendono questo vino molto setoso, avvolgente ma al tempo stesso elegante. L’annata si beve bene adesso, potrà darci anche altre soddisfazioni tra qualche annetto a patto di conservarlo bene a una temperatura sempre costante e senza spostarlo troppo. Ultimamente ho assaggiato alcuni 1990 che avevano leggermente patito e non erano a questo livello. Insomma, un vino che si assaggia pensando al tempo trascorso e cercando di pensare agli avvenimenti del 1990, comunque rientra nella categoria dei grandi vini.





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