Vini francesi: Pavillon Rouge de Chateau Margaux 2003
Pubblicato da: massimo sacco - Gen 20, 2010 in Cabernet Sauvignon, Francia, Merlot, Petit Verdot
Il Pavillon Rouge è il secondo vino del mitico Chateau Margaux, è apparso all’inizio del XIX secolo ed ha preso il nome di Pavillon nel 1908. Dopo i periodi di “eclissi” che sono stati vissuti negli anni ‘30 e intorno agli anni ‘70, è solamente nel 1977, con l’arrivo di Andrè Mentzelopoulos, che la produzione di questo secondo vino riprende.
Molto simile al primo vino, si utilizzano gli stessi procedimenti di vinificazione e affinamento e normalmente viene messo in bottiglia prima in quanto non necessita di invecchiamenti prolungati e la sua struttura è meno complessa. Le uve utilizzate sono il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Petit Verdot, naturalmente in età più giovane. Ecco la mia degustazione.
Degustazione del Pavillon Rouge de Chateau Margaux 2003. Valutazione: 16/20
Il colore è molto profondo, direi quasi nero con piccoli riflessi argentati sull’unghia. l primo naso ci rivela sentori di frutta matura e spezie, profumi all’inizio abbastanza discreti ma che dopo qualche minuto si aprono in modo quasi aggressivo; il legno è percettibile ma non ingombrante o fastidioso.
Al secondo naso la complessità aromatica è evidente: spezie dolci, liquirizia, note di peperone che poi si aprono verso aromi di tabacco biondo e al classico “profumo” della scatola di sigari. Appena volatilizzati questi aromi, ne arrivano altri: è il caso del classico cassis anche se disturbato da note di alcool che è molto presente.
L’esame gustativo ha un attacco molto caldo, dovuto alla presenza di alcool. L’acidità è ben presente, anche se surclassata dalla presenza , quasi ingombrante dell’alcool. I tannini sono presenti e molto bene integrati nel vino, è potente con un accenno di finezza, lo trovo molto terreno, manca un po’ di quella leggerezza dei migliori Medoc.
A livello, a seconda delle annate, anche dei primi vini di Bordeaux. Il 2003, giudicato molto bene da Parker (credo con un 91 o, addirittura, con un 92) non mi entusiasma con il suo carattere troppo opulento e non è quello che voglio ritrovare in un vino del Medoc (dovrebbero essere più sulla leggerezza, sull’eleganza). In altre annate come il 2001, 2004, 2005 è risultato molto ben fatto e sulle sue caratteristiche legate al Margaux.
Foto della bottiglia 2004 | Com.Vinho






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