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	<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 07:38:49 +0000</pubDate>
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		<title>Vini e vitigni autoctoni del Veneto, la Durella</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 07:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cosimo ricciato</dc:creator>
		
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Il vitigno Durella, insieme a Vespaiola e Garganega si sta rivelando, per quanto riguarda il Veneto, autentico apripista del consumo di vino ottenuto con vitigni autoctoni vinificati in purezza. Vitigno molto duttile e poliedrico, capace di dare vini semplici da pronta beve, ma anche vini più impostati e strutturati sia nella tipologia spumante che fermo.
Storia, diffusione e denominazioni della Durella
La Durella è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Monti Lessini Durello Doc, 2007, 13,5°. di Sandro de Bruno by VinoFamily, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/vinofamily/4856406050/"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4137/4856406050_1f4502262b.jpg" alt="Monti Lessini Durello Doc, 2007, 13,5°. di Sandro de Bruno" width="420" height="315" /></a></p>
<p>Il vitigno Durella, insieme a Vespaiola e Garganega si sta rivelando, per quanto riguarda il Veneto, autentico apripista del consumo di vino ottenuto con vitigni autoctoni vinificati in purezza. Vitigno molto duttile e poliedrico, capace di dare vini semplici da pronta beve, ma anche vini più impostati e strutturati sia nella tipologia spumante che fermo.<span id="more-1068"></span></p>
<p><strong>Storia, diffusione e denominazioni della Durella</strong><br />
La Durella è a tutti gli effetti un vitigno autoctono del Veneto, con una lunga e controversa storia alle spalle. Vitigno antichissimo, viene citato già nel 1292 negli Statuti di Costozza (Paese dei Colli Berici, nel vicentino) con il sinonimo di uva Durasena che col passare del tempo risulterà essere il ceppo più antico della Durella. Trascurato, per quanto riguarda le citazioni, si arriva intorno al 1825 quando l&#8217;Acerbi lo cita come Durella, vitigno coltivato in provincia di Vicenza, e trovando anche una similitudine con un&#8217;altro vitigno dell&#8217;Oltrepò pavese che risulta morfologicamente quasi identico. Per molti anni la Durella è stata confusa con la Nosiola vitigno autoctono del Trentino, e solo negli anni sessanta si è arrivati a classificarlo attribuendogli la giusta identità grazie al professor Cosmo dell&#8217; Istituto Agrario di Conegliano Veneto. La Durella deve principalmente il suo nome alla caratteristica della buccia che risulta particolarmente spessa e coriacea, il tutto poi viene sommato alla grande acidità dei suoi vini, soprattutto per l&#8217;elevata concentrazione di Acido Malico che rende il vino particolarmente ricco nelle durezze. Vitigno diffuso sulla fascia collinare di origine vulcanica, su terreni ricchi di mineralità tra le provincie di Vicenza e Verona. Tracce di Durella si possono trovare nella zona del Garda Orientale, nei territori vitivinicoli della provincia di Massa Carrara e nell&#8217;Alta Lunigiana dove è conosciuto con il sinonimo di Durella Gentile. La Durella rientra nei seguenti disciplinari di produzione Doc; Monti Lessini Durello Doc con min.85%. (riconosciuta nel 1987), previsto in minime quantità ma scarsamente impiegato nelle Doc Breganze bianco, Gambellara, Valdadige e Lugana.</p>
<p><a title="Monti Lessini Durello Doc, 2007, 13,5°. di Sandro de Bruno by VinoFamily, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/vinofamily/4855787667/"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4139/4855787667_d604cf4d33.jpg" alt="Monti Lessini Durello Doc, 2007, 13,5°. di Sandro de Bruno" width="420" height="316" /></a></p>
<p><strong>Caratteristiche della Pianta</strong><br />
La Durella conosciuta anche con i sinonimi di Rabiosa, Cagnina, Caina, Durello e Duracino, si presenta con grappolo di media grandezza abbasatanza compatto. Acino medio provvisto di buccia coriacea e pruinosa di colore giallo verdastro con accenni giallo dorati in prossimità della piena maturazione. Elevata e costante produttività con maturazione medio-tardiva, risulta molto sensibile alle critogame e al marciume. Vendemmia dopo la seconda decade di settembre.</p>
<p>Il vino ottenuto con la Durella sorprende per la sua capacità di sorprendere. La Durella è capace di dare dei vini dall&#8217;acidità rilevante che li predispone come ottimi vini base per spumantizzazioni sia con il Metodo Classico che Charmant, e vini, se ben fatti, con ottima predisposizione all&#8217;affinamento. Capace di sentori floreali, di biancospino e fiori di campo, profumi fruttati di ananas e agrumi, particolarmente incisivi che regalano finezza olfattiva e gustolfattiva. Sorprende anche con le ultime produzioni di Durello nella tipologia fermo, come trall&#8217;altro risulta molto interessante anche la versione Passito che, grazie alla buona spalla acida di partenza riesce a bilanciare la morbidezze tipiche di un vino passito, con profumi di buccia di agrume candito, confettura di albicocca e miele di acacia.</p>
<p><strong>Nel Bicchiere | </strong><em>Monti Lessini Durello Doc, 2007, 13,5°. di Sandro de Bruno, azienda agricola in Montecchia di Crosara (VR) -fraz. Pergola.</em><br />
Questo è un vino che ho già descritto circa due anni fa, scoperto in occasione dei 5grappoli 2008 del Veneto, da quella volta ho seguito il suo evolversi, oltre che di tutta l&#8217;azienda con tutti gli altri suoi vini. Rispetto alla degustazione fatta 2 anni fa nel corso di questi due anni il Durello Monti Lessini Doc ha fatto la sua strada, maturando e diventando sempre più ricco di sorprese. I profumi si sono evoluti quel tanto da renderlo più accattivante e &#8220;rufiano&#8221; al naso, e in bocca è diventato più pieno, conservando però la caratteristica principale della Durella cioè l&#8217;acidità, la mineralità risulta più marcata, anche il questo caso caratteristica che si porta dentro grazie al territorio dove cresce e si sviluppa la Durella, in questo caso terreno vulcanico ricco di mineralità che a sua volta conferisce struttura al vino. Molto importante, risulta anche il ventaglio degli abbinamenti divenuto più ampio, con la possibilità di passare dai primi piatti ai secondi anche sufficientemente più sostanziosi sempre con la stessa bottiglia (particolare che giudico molto importante).</p>
<p>Il Vino si presenta cristallino, di un colore giallo paglierino abbastanza intenso con riflessi verdolini appena accennati, consistente. l&#8217;olfatto è intenso con una leggera pungenza dovuta all&#8217;alcol, si percepiscono sentori fruttati di gelso bianco, nespola e susina gialla, dopo vengono fuori lievi sentori di pompelmo e mela che  fanno da contorno. Seguono sentori floreali-vegetali di biancospino e limoncella, il tutto è poggiato su una base minerale che regala complessità e finezza olfattiva. Al gusto è un vino secco, caldo e abbastanza morbido, buono l&#8217; equilibrio tra sapidità e freschezza con una leggera predominanza dell&#8217;acidità. Vino di corpo, abbastanza equilibrato con le durezze leggermente in evidenza, intenso e di buona persistenza con un ritorno al gusto olfattivo del fruttato di mela e pompelmo, chiude con una leggera tendenza amarognola che conferisce pienezza e finezza al gustolfattivo. Vino abbastanza armonico dallo stato evolutivo pronto, che servito alla temperatura di 8°-10° può essere degno compagno di aperitivi, antipasti e frutti di mare crudi, ottimo con il sushi, primi piatti a base di pesce come linguine alle vongole, risotti a base di crostacei, secondi piatti come orate alle griglia e branzino sotto sale e scampi grigliati.</p>
<p><strong>Abbinamento Vino24</strong><br />
Scampi e Gamberoni grigliati.</p>
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		<title>Tre giorni meravigliosi al Salone del Lusso di Montecarlo</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 08:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo sacco</dc:creator>
		
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Tre giorni fantastici passati al salone del lusso a Montecarlo in occasione del salone Luxuria con il bicchiere in mano a parlare di vini francesi ad un pubblico francese: incredibile!!! Ecco il mio resoconto.
Grazie alla partnership della famosa società Vira, numero 1 della costruzione di cantine personalizzate su misura e distributrice di vini, sono stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Cantine personalizzate by VinoFamily, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/vinofamily/4842720941/"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4092/4842720941_c7327a29ab.jpg" alt="Cantine personalizzate" width="420" height="210" /></a></p>
<p>Tre giorni fantastici passati al salone del lusso a Montecarlo in occasione del salone <a href="http://www.luxuria.com/">Luxuria</a> con il bicchiere in mano a parlare di vini francesi ad un pubblico francese: incredibile!!! Ecco il mio resoconto.<span id="more-1069"></span></p>
<p>Grazie alla partnership della famosa società <a href="http://www.vira.mc/">Vira</a>, numero 1 della costruzione di cantine personalizzate su misura e distributrice di vini, sono stato chiamato a condurre due degustazioni giornaliere davanti ad una trentina di persone che mi ascoltava attentamente. Le degustazioni le traducevo simultaneamente anche per gli ospiti di lingua inglese.</p>
<p>Io, le petit Italién (a vedermi neanche tanto &#8230;), tenevo inchiodate per un ora e mezzo una trentina di francesi, manco parlassi della finale di coppa del mondo! Insomma, abbiamo iniziato le degustazioni venerdi alle 14 con due produttori Italiani, uno piemontese e l&#8217;altro toscano. Al pomeriggio, verso le 16 e 30, abbiamo proseguito con la Valle du Rhone ed i suoi vini. <a href="http://www.gardine.com/">Chateau La Gardine</a> ed i suoi Chateauneuf du Pape di questo storico Domaine; poi il <a href="http://www.chateau-saint-roch.com/">Chateau Saint Roch</a> con i suoi Lirac che é una AOC molto interessante della Valle del Rodano.</p>
<p>Siamo poi passati ad un&#8217;altra azienda Rodanense che é il Chateau Mourre du Tendre con altri Chateauneuf Blanc e Rouge (stupendo quello bianco). La prima giornata é volata via ed io verso le 19 sono corso al vicino Hotel ad iniziare la seconda parte della giornata. Sabato arrivo al <a href="http://www.grimaldiforum.com/">Grimaldi Forum</a>, che é la splendida sede del salone, verso le 11 e 30 e inizio a prepararmi per la prima degustazione. Nel frattempo faccio la conoscenza di Bruno Seignez, enologo e proprietario del Domaine Val d&#8217;Astier in Provenza, e la sua simpaticissima presenza mi accompagnerà per le due degustazioni.</p>
<p>Bruno ha sorpassato i 40 anni ed é nativo di Beaune (Borgogna) ed é li che ha frequentato la scuola ed ha mosso i primi passi nel mondo del vino; dopodiché si é trasferito in Provenza spinto dal desiderio di realizzare qualcosa che non fosse monotematico (Chardonnay e Pinot Noir) ed ha incominciato a lavorare per qualche azienda locale. Poi insieme a sua moglie hanno individuato uno splendido terreno ed hanno iniziato a piantare ceppi di Mourvedre, Grenache, Syrah e Tibouren (vecchio vitigno scorbutico provenzale che puo&#8217; dare vini dall&#8217;aromaticità molto intensa); hanno costruito la loro casa e la cantina ed hanno preso in affitto diversi ettari di vecchie vigne di Mourvedre e Grenache; Rolle (che sarebbe il nostro Vermentino) e Sémillon.</p>
<p>Cosi&#8217; coltivando in modo biologico si sono lanciati nella vendita delle loro bottiglie che propongono in un formato e forma molto originale: 100 cl e 50 cl.  Il vino é piaciuto molto, soprattutto il rosé del 200ç. Personalmente ho apprezzato il rose <em>One more</em> del 2008 molto profondo, leggermente minerale con un finale sui frutti rossi: ottimo da accompagnare una cena. Poi ci siamo rittuffati nuovamente in Provenza per il Chateau saint Martin: abbiamo subito assaggiato un vino spumante a base di Mourvedre e Grenache, simpatico, colore tenue ma non mi ha impressionato.</p>
<p>La degustazione é proseguita con i loro bianchi e rose&#8217;. L&#8217;azienda che mi ha sorpreso positivamente é stato il Domaine des Masques. Siamo su una collinetta di circa 600 metri che si affaccia sulla AOC Montagne saint Victoire che é una sottozona di qualità della Provenza. I vitigni piantati sono lo Chardonnay, lo Syrah e la Grenache. Fanno due cuvee: la base e l&#8217;essentielle , nei tre colori . I vini sono vinificati per la leggenda vivente della Valle del Rodano settentrionale, soprattutto il Condrieu: Yves Cuilleron. Devo ammettere che nutro un&#8217;ammirazione molto profonda per questo vigneron che riesce ad esprimere la potenzialità del terroir e riesce ad intrappolarlo in una bottiglia. La sua mano, sempre leggera e fatata, si sente lasciando il vino molto elegante nonostante la spiccata mineralità. La freschezza é evidente ma il tutto é in equilibrio. Per lo Syrah é andato a cercare il frutto, invece della complessità ed ha prodotto un vino splendido da bersi entro quattro anni dalla vendemmia. Devo dire che anche Bruno, molto amico di Yves, é rimasto incantranto e continuava a descriverlo in modo sublime con aggettivi incredibili, cosa che per il suo vino non ha fattto!!!!<br />
Il pomeriggio siamo entrati nell&#8217;orbita Bordeaux con Pomerol, Lalande de Pomerol, Saint Emilion e Saint e Saint Estephe. La domenica abbiamo finito con Champagne e Borgogna</p>
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		<title>Vini Doc d&#8217;Italia, il Bianco di Custoza</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 10:24:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cosimo ricciato</dc:creator>
		
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Con l&#8217;arrivo della bella stagione (si spera che sia più lunga possibile) il piacere dell&#8217;aperitivo, per la maggiorparte delle persone che amano il vino, è diventato oramai quasi irrinunciabile, un fresco e profumato bicchiere di bianco magari dopo una giornata di lavoro darà sicuramente un risultato &#8220;ritemprante&#8221;. Il Bianco di Custoza Doc può essere una valida scelta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Bianco di Custoza Doc, 2009, 12° di F.lli. Farina- Pedemonte- Verona by VinoFamily, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/vinofamily/4742049064/"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4141/4742049064_ee98a7b2bb.jpg" alt="Bianco di Custoza Doc, 2009, 12° di F.lli. Farina- Pedemonte- Verona" width="420" height="315" /></a></p>
<p>Con l&#8217;arrivo della bella stagione (si spera che sia più lunga possibile) il piacere dell&#8217;aperitivo, per la maggiorparte delle persone che amano il vino, è diventato oramai quasi irrinunciabile, un fresco e profumato bicchiere di bianco magari dopo una giornata di lavoro darà sicuramente un risultato &#8220;ritemprante&#8221;. Il Bianco di Custoza Doc può essere una valida scelta, bianco che negli ultimi periodi è riuscito a riguadagnare parecchio terreno. Andiamo a scoprirlo. <span id="more-1063"></span></p>
<p>Nasce in un territorio dove il paesaggio e ambiente pedoclimatico sono particolarmente favorevoli per la riuscita del Custoza, il territorio in questione è quello del Lago di Garda, capace di creare un microclima favorevole per la produzione delle uve Trebbiano toscano, Garganega, Friulano (ex Tocai Friulano), Cortese (qui conosciuto con il sinonimo di Bianca Fernanda), Malvasia bianca, Riesling italico, Pinot bianco, Chardonnay e Manzoni bianco. Scontato dire che non tutti i vitigni rientrano nell&#8217;uvaggio finale per ottenere il Custoza: ogni produttore ha il suo uvaggio, creato e studiato negli anni, tanto da rendere il nostro Bianco di Custoza sempre diverso e &#8220;originale&#8221;.</p>
<p>Tutelato da un <a href="http://www.vinocustoza.it/">Consorzio</a> che negli ultimi anni svolge un ottimo lavoro sia di promozione che di tutela stessa nei confronti dei quasi 500 soci che, a loro volta, nelle quattro tipologie previste dal disciplinare riescono a produrre circa 12 milioni di bottiglie di cui, il 30% va all&#8217;estero e il rimanente 70% copre il mercato nazionale.</p>
<p><strong>Disciplinare, zona di produzione e tipologia</strong><br />
Custoza, paese-frazione del Comune di Sommacampagna in provincia di Verona è situato sugli ultimi lembi del territorio di origine morenica, nella zona del Lago di Garda con la zona vitivinicola collocata su terreni collinari, sempre, di origine Morenica posti a sud-est del Lago di Garda. Secondo il <strong>disciplinare</strong>, il Bianco di Custoza è un vino Doc dal 1971, la <strong>zona di produzione</strong> comprende il territorio vitivinicolo dei seguenti comuni: Bussolengo, Castelnuovo del Garda, Lazise, Sona, Sommacampagna-Custoza, Valeggio sul Mincio e Villafranca di Verona. La <strong>resa </strong>per ettaro varia dai 5q/li per il Passito ai 15q/li del Bianco, passando per i 12q/li della versione superiore. Varia anche il contenuto dell&#8217;<strong>alcol</strong>, si parla degli 11°min. del Bianco ai 12+3 del passito. <strong></strong></p>
<p><strong>Affinamento</strong> previsto solo per la tipologia superiore (min.5 mesi), e per la versione passito (10 mesi min.). I<strong> vitigni</strong> utilizzati, secondo il disciplinare, sono; Trebbiano toscano 20-45%, Garganega 20-40%, Tocai friulano 5-30%, Cortese, Malvasia bianca, Reisling italico, Chardonnay, Pinot bianco e Manzoni bianco 20-30%. Il Custoza viene proposto in diverse <strong>tipologie: </strong>Bianco di Custoza base, Superiore, Spumante, elaborato nelle versioni Brut, Extra brut ed Extra dry sia con il Metodo charmant che con il Metodo Classico (le operazioni di spumantizzazione sono consentite nelle provincie di Verona, Brescia, Mantova, Treviso, Vicenza e Trento. Mentre le operazioni di vinificazione oltre all&#8217;intero territorio di Verona, sono consentite nei comuni confinanti di Brescia e Mantova). Epoca migliore di consumo; entro i primi due anni dalla vendemmia.</p>
<p><strong>Nel Bicchiere: Bianco di Custoza Doc, 2009, 12° di F.lli. Farina- Pedemonte- Verona</strong><br />
Vino ottenuto con il 40% di Garganega, 25% Trebbiano, 15% di Cortese, e il restante 20% suddiviso tra Malvasia, Riesling Italico, Chardonnay e Sauvignon. Si presenta cristallino di un colore giallo paglierino scarico con netti riflessi verdolini, abbastanza consistente. L&#8217;olfatto risulta abbastanza intenso con un richiamo ai sentori citrini di erba limoncella e buccia di pompelmo giallo, frutta esotica come ananas e un lieve accenno di banana leggermente acerba, chiude con sentori di nespola e accenni floreali di biancospino, fiori di campo e di erba appena sfalciata il tutto risulta di buona complessità e fine all&#8217;olfatto. Al gusto è un vino secco, con una spinta leggermante vivace, giusto grado alcolico (12°) che però non riesce a bilanciare la notevole spalla acida, infatti risulta fresco e abbastanza sapido, caratteristica interessante, visto che ti fa venir la voglia di un nuovo sorso dal bicchiere. Discreto il corpo, abbastanza equilibrato e di buona intensità, abbastanza persistente con un ritorno del fruttato di ananas e di erba limoncella che rende fine e asciutto il gustolfattivo. Vino dallo stato evolutivo tra il giovane e il pronto che servito alla temperatura di 8° diventa ideale compagno di un aperitivo e di piatti freschi e veloci come insalata di pasta o riso, frittate, pesce crudo (sushi?) oppure con una succulenta pizza Margherita.</p>
<p><strong>Abbinamento Vino24</strong><br />
Insalata di riso.</p>
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		<title>Vini francesi, Cheval Blanc 1998</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 08:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo sacco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cabernet Franc]]></category>

		<category><![CDATA[Francia]]></category>

		<category><![CDATA[Bordeaux]]></category>

		<category><![CDATA[cheval blanc]]></category>

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Premier grand cru classè A; 37 ettari con circa 58% di Cabernet Franc e 48% di Merlot; età media delle vigne circa 45 anni; densità di impianto 8000 ceppi per ettaro e resa di circa 35hl per ettaro. Fermentazione in cisterne d&#8217;acciaio inox e cemento (intorno ai 21/28 giorni), invecchiamento di circa 18 mesi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="chateau cheval blanc 021 by ah-block ®, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/yew-xinyi/2924061271/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3187/2924061271_fb789d2b20.jpg" alt="chateau cheval blanc 021" width="420" height="323" /></a></p>
<p style="0cm;">Premier grand cru classè A; 37 ettari con circa 58% di Cabernet Franc e 48% di Merlot; età media delle vigne circa 45 anni; densità di impianto 8000 ceppi per ettaro e resa di circa 35hl per ettaro. Fermentazione in cisterne d&#8217;acciaio inox e cemento (intorno ai 21/28 giorni), invecchiamento di circa 18 mesi in barrique 100% nuove. Le bottiglie prodotte sono circa 100.000 per il vino principale e 40.000 per <a href="http://www.wine-searcher.com/find/petit+cheval">Petit Cheval</a> che è il secondo vino.</p>
<p style="0cm;"><span id="more-1065"></span></p>
<p style="0cm;"><strong>Cheval Blanc 1998 | 17,5+/20</strong><br />
Vino molto particolare che utilizza una forte percentuale di Cabernet Franc e, che pur essendo al confine con l&#8217;AOC Pomerol, non ha similitudine né con gli altri vini di St Emilion né con quelli di Pomerol. Il vino degustato è il 1998. Il colore è un rosso rubino molto profondo, l&#8217;unghia si mostra leggermente aranciata, la viscosità è fitta.</p>
<p style="0cm;">Al primo naso appare molto fine, elegante, leggermente alcolico, frutto molto maturo e un passaggio in legno che ormai è completamente integrato nel corpo del vino. Il secondo naso ci svela aromi di cuoio, animali, un leggero sentore di humus, ancora aromi balsamici (che mi ricordano l&#8217;eucalipto e il mentolo) e poi, per finire, i sentori di cacao e frutta a bacca nera. Ancora uno speziato che mi rammenta il tenore alcolico.</p>
<p style="0cm;">In bocca l&#8217;attacco è sul tenore alcolico, la freschezza è presente ma non è eccessiva; i tannini sono molto fini e presenti. La struttura è molto buona, il finale medio. Un vino veramente di alto livello: struttura, equilibrio, eleganza, perfetto nello stile <a href="http://www.chateau-cheval-blanc.com/">Cheval Blanc.</a> Migliorerà ancora. Per me può essere considerato come uno dei Cheval Blanc meglio riusciti. Solamente il tempo lo potrà confermare.</p>
<p style="0cm;">Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/yew-xinyi/2924061271/">ah-block</a></p>
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		<title>Diciotto Fanali 2006, il rosato del Salento di Apollonio</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 10:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio ingrosso</dc:creator>
		
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Ho degustato un rosato del Salento davvero particolare, il Diciotto Fanali 2006 dell&#8217;azienda vinicola Apollonio di Monteroni, provincia di Lecce. Con me c&#8217;era Mattie John Bamman, giornalista del vino di San Francisco che ha vissuto per un certo periodo a Lecce e che adesso sta facendo un viaggio dal Salento al Trentino Alto Adige. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="253" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Qdo-vWkDfVU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="253" src="http://www.youtube.com/v/Qdo-vWkDfVU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ho degustato un rosato del Salento davvero particolare, il Diciotto Fanali 2006 dell&#8217;azienda vinicola Apollonio di Monteroni, provincia di Lecce. Con me c&#8217;era Mattie John Bamman, giornalista del vino di San Francisco che ha vissuto per un certo periodo a Lecce e che adesso sta facendo un viaggio dal Salento al Trentino Alto Adige. La degustazione la potete leggere <a href="http://www.thepuglia.com/2010/06/degustazione-di-un-rosato-di-puglia-di-apollonio-episodio-03/">cliccando qui</a></p>
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		<title>Rossese Style, la seconda edizione il 17 luglio 2010 in Liguria</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 08:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo sacco</dc:creator>
		
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Dopo il successo dell&#8217;anno scorso si ripete la fortunata manifestazione che ha come protagonista il Rossese, tipico vitigno a bacca rossa del ponente ligure. La manifestazione si svolgerà sempre a Bajardo , il giorno 17 luglio e si tratterà di una degustazione alla cieca delle due ultime annate di Rossese.Vi dico qualcosa di più.
Quest&#8217;anno ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Rossese Style a Bajardo, la prima degustazione alla cieca di Rossese di Dolceacqua by VinoFamily, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/vinofamily/3764514479/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2559/3764514479_72171d1107.jpg" alt="Rossese Style a Bajardo, la prima degustazione alla cieca di Rossese di Dolceacqua" width="420" height="279" /></a></p>
<p>Dopo il successo dell&#8217;anno scorso si ripete la fortunata <a href="http://www.vinoglocal.it/post/758/rossese-style-questi-i-protagonisti-della-degustazione-sul-vino-rossese-di-bajardo">manifestazione</a> che ha come protagonista il Rossese, tipico vitigno a bacca rossa del ponente ligure. La manifestazione si svolgerà sempre a Bajardo , il giorno 17 luglio e si tratterà di una degustazione alla cieca delle due ultime annate di Rossese.Vi dico qualcosa di più.<span id="more-1066"></span></p>
<p>Quest&#8217;anno ci saranno anche i rossesi della riviera ligure di ponente, il parterre della degustazione sarà composto da bloggers, giornalisti e sommeliers. La manifestazione vuole fare conoscere questo vitigno anche al di fuori della zona di nascita. Insieme al comune di Bajardo, Comunità Montana Intemelia, Associazione Italiana Sommeliers Provincia di Imperia, Massimo sacco e Fabio Ingrosso daranno vita ad una degustazione alla cieca intervallata da alcuni interventi dibattito.</p>
<p>Hanno già assicurato la loro presenza: Monica Pisciella di <a href="http://wineup.wordpress.com/">Wineup</a>, Beppe Giuliano della rivista <a href="http://www.euposia.it/">Euposia</a> , <a href="www.nicerendezvous.com/car/200903306374/actu-n-4923.html">Jean Pierre Rous</a> (maitre sommelier di Francia e Presidente Slow Food Sud Francia e Principato di Monaco), Piero Sattanino (Campione del Mondo Sommelier 1970), Sommeliers dell&#8217;Associazione del <a href="www.sommeliers-international.com/en/Form-Your-Ranks/asi-association-de-la-sommellerie-internationale__.aspx">Principato di Monaco</a>, <a href="www.email-gourmand.com/">E mail Gourmand</a> (giornale on line della costa azzurra), Eric Lenar della <a href="http://www.vira.com">Vira</a> e Christie&#8217;s wine e tanti altri che stanno confermando la loro presenza in questi giorni.</p>
<p>Nella settimana che precederà la manifestazione, si svolgerà &#8220;Aspettando il Rossese Style&#8221; dove alcuni ristoranti della Liguria proporranno un piatto a base di rossese, ovviamente accompagnato dallo stesso vino. Dunque per una settimana tutti potranno assaggiare queste prelibatezze in uno dei ristoranti che partecipano alla manifestazione. Per maggiori informazioni prego contattate direttamente me <a href="massimosacco94@gmail.com">Massimo Sacco</a> oppure il comune di Bajardo. oppure lasciate un commento a questo articolo, la discussione è aperta.</p>
<p>Se volete vedere cosa è successo l&#8217;anno scorso, le immagini, i video, i pareri e i protagonisti, <a href="http://www.vinoglocal.it/tag/rossese-style">cliccate qui</a></p>
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		<title>Chateau Lynch Bages 2001, una leggera delusione</title>
		<link>http://vino24.tv/post/1042/chateau-lynch-bages-2001-una-leggera-delusione</link>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 09:09:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo sacco</dc:creator>
		
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Siamo di fronte ad un ottimo vino del Pauillac, classificato nel 1855 come cinquieme cru m che oggi vale un second cru (come tra l&#8217;altro il prezzo lo dimostra). Proprietà famigliare situata sulla piana di Bages che conta circa 92 ettari quasi tutti coltivati con Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot.

Chateau Lynch Bages [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="0cm;"><img class="alignnone" src="http://farm4.static.flickr.com/3569/3450168045_3cf2a1c978.jpg" alt="" width="420" height="278" /></p>
<p style="0cm;">Siamo di fronte ad un ottimo vino del Pauillac, classificato nel 1855 come <em>cinquieme cru m </em>che oggi vale un <em>second cru </em>(come tra l&#8217;altro il prezzo lo dimostra). Proprietà famigliare situata sulla piana di Bages che conta circa 92 ettari quasi tutti coltivati con Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot.</p>
<p style="0cm;"><span id="more-1042"></span></p>
<p style="0cm;"><strong>Chateau Lynch Bages 2001 | 15,5/20</strong><br />
Il vino degustato é un magnum del 2001. Colore molto profondo con ancora il bordo del disco su tinte argentate. Il primo naso sorprende per la profondità del frutto, abbastanza fine, legno percettibile ma non fastidioso, maturità del frutto buona. Al secondo naso arrivano aromi abbastanza opulenti di frutta come il cassis mischiata a delle note mentolate, la mineralità gira verso la terrosità ed incominciano a sentirsi i primi aromi come il cuoio ed un odore paragonabile alla selvaggina, che puo risultare sgradevole ma che risalta insieme alla complessità di tutti gli elelmenti.</p>
<p style="0cm;">In bocca, acidità marcata ma sovrastata dall&#8217;opulenza dell&#8217;alcool, i tannini sono ormai fusi nel vino, l&#8217;equilibrio non é perfetto. In bocca sentiamo una non perfetta annata da parte del Lynch. Insomma, molto intrigante al naso ma deludente all&#8217;esame gustativo. Manca di stoffa e credetemi il <a href="http://www.lynchbages.com/">Chateau Lynch Bages</a> sforna ottimi vini!</p>
<p style="0cm;">Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/bepak8/3450168045/">BePak</a></p>
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		<title>Vini e Vitigni autoctoni del Veneto, la Vespaiola</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 07:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cosimo ricciato</dc:creator>
		
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La nostra tradizione culinaria è la più importante, variegata e sana al Mondo, ogni Regione si esprime attraverso la cucina con piatti tipici dove il vino, in abbinamento, riesce a creare un connubio il più delle volte unico. Il Veneto é un territorio con una importante tradizione culinaria e vitivinicola e mai come in questo periodo dell&#8217;anno riesce a dare un&#8217;abbinamento cibo-vino azzeccatissimo, capace [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Vespaiolo Breganze Doc, di Maculan, 2009 12° alcol by VinoFamily, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/vinofamily/4623870416/"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4050/4623870416_8c50e25994.jpg" alt="Vespaiolo Breganze Doc, di Maculan, 2009 12° alcol" width="420" height="315" /></a></p>
<p>La nostra tradizione culinaria è la più importante, variegata e sana al Mondo, ogni Regione si esprime attraverso la cucina con piatti tipici dove il vino, in abbinamento, riesce a creare un connubio il più delle volte unico. Il Veneto é un territorio con una importante tradizione culinaria e vitivinicola e mai come in questo periodo dell&#8217;anno riesce a dare un&#8217;abbinamento cibo-vino azzeccatissimo, capace di esprimere nella genuina bontà di un piatto e nel sorso di un bicchiere, in questo caso, di Vespaiolo, tutto il carattere e la piacevolezza di questo particolare lembo di terra.<span id="more-1055"></span></p>
<p>Il Territorio in questione è la zona collinare dell&#8217;Alto Vicentino, una pennellata di terra molto suggestiva che si identifica come in questo caso nelle cittadine di Breganze e Bassano del Grappa. La prima si identifica nell&#8217;unica zona di coltivazione del vitigno autoctono V<em>espaiola, </em> la seconda per quanto riguarda l&#8217;ingrediente principe del nostro piatto; L&#8217;<em>Asparago bianco di Bassano,</em> utilizzato per preparare primi piatti come i saporiti risotti oppure come ingrediente di contorno a secondi piatti, sino ad arrivare addirittura ai dessert! Tralasciamo il bianco ortaggio e dedichiamoci al vitigno Vespaiola.</p>
<p><strong>Storia e Diffusione, Denominazione</strong><br />
Per chi conosce questa zona del Vicentino la Vespaiola è il vitigno principe, molto apprezzato e coccolato con orgoglio dai vignaioli e cantinieri Breganzesi. Vitigno antico e misterioso, tanto che non si è ancora riusciti a dare un&#8217;origine certa, anche attraverso approfonditi studi. Il caratteristico nome è legato esclusivamente alle vespe, particolarmente ghiotte del suo prelibato succo quando il grappolo arriva in prossimità della completa maturazione. Bisogna ricordare che prima Di Rovasenda (1877) e poi il Marzotto (1925) sottolineano la presenza di altri vitigni come il <em>Vespolina</em> del Piemonte, le rarissime <em>Vespera</em> dell&#8217;Alessandrino e la <em>Vespaia</em> Senese (conosciuta anche come Cortona o Uva Scoppietta), il cui nome si deve principalmente, anzi esclusivamente, alle vespe e sempre per lo stesso motivo (ghiottissime del prelibato succo), risultando per niente imparentete con la Vespaiola. Il territorio di produzione comprende i Comuni di Breganze, Fara Vicentino, Molvena e parte dei Comuni di Bassano del Grappa, Lugo di Vicenza, Montecchio Precalcino, Pianezze, Salcedo, Sandrigo, Sarcedo e Zugliano, tutti in provincia di Vicenza. La Vespaiola rientra nel disciplinare Doc Breganze con i vini Vespaiolo Doc, e l&#8217;eccellente vino Passito Torcolato.</p>
<p><strong>La Pianta</strong><br />
La Vespaiola conosciuta anche con i sinonimi di Bresparola/o si presenta con grappolo piccolo, provvisto di ala e mediamente compatto. L&#8217;acino medio, con buccia giallo dorato, consistente, spessa e pruinosa. Matura intorno all&#8217;ultima decina di settembre. Si presenta come un vitigno molto poliedrico sotto il punto di vista delle tipologie di vini che si possono ottenere, infatti ultimamente si sono raggiunti interessanti risultati con la Vespaiola spumantizzato con il metodo Charmant, della cantina<em> </em><a href="http://www.cantinabreganze.it/">Beato Bartolomeo di Breganze</a>, certo la strada è ancora lunga ma si è ben cominciato. Inoltre, la Vespaiola è uno dei vitigni maggiormente vocato all&#8217;appassimento, ricordo il Torcolato di Breganze, l&#8217;eccellente vino passito.</p>
<p><strong>Nel Bicchiere</strong>: Vespaiolo Breganze Doc, di Maculan, 2009 12° alcol.<br />
Il vino si presenta cristallino di un giallo paglierino intenso, abbastanza consistente. L&#8217;olfatto è abbasatanza intenso, si percepiscono sentori fruttati di frutta a polpa gialla come l&#8217;albicocca e la nespola, piacevoli profumi di pompelmo rosa seguiti da sentori floreali di fiori di acacia e fiori di mandorlo, il tutto elegantemente poggiato su delicati sentori minerali che rendono l&#8217;olfatto fine. Al gusto è un vino secco con un giusto apporto alcolico (12°) che contribuisce a creare una discreta morbidezza, interessante la parte delle durezze che trova un giusto equilibrio tra freschezza e sapidità con quest&#8217;ultima che riesce a essere di buona persistenza dopo il boccato.</p>
<p>Vino fresco e con una buona sapidità, lo rendono abbastanza equilibrato con l&#8217;ago della bilancia spostato verso le durezze non particolarmente bilanciate dalla quota alcolica. Vino di corpo, intenso e abbastanza persistente con un ritorno di albicocca e un finale piacevolmente ammandorlato di mandorla verde e lievente citrino che regala una buona finezza gustolfattiva e la voglia di bere subito un altro sorso. Vino pronto che servito alla temperatura di servizio intorno agli 8° può essere ottimo come aperitivo, oppure abbinato a primi piatti a base di verdure e pesce, oppure a secondi piatti non molto impegativi come frittate, uova e asparagi e crostacei alla griglia. (Nella zona del vicentino si usa anche in abbinamento con il tipico piatto &#8220;Baccalà alla vicentina&#8221;). <a href="http://www.maculan.net/SITE/MAIN/index.asp">Link dell&#8217;azienda vinicola Maculan</a></p>
<p><strong>Abbinamento Vino24</strong><br />
Risotto con Asparago bianco di Bassano del Grappa.</p>
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		<title>Facefood, internet, cibo e vino a Matera dal 21 al 23 maggio 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 13:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio ingrosso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Basilicata]]></category>

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		<description><![CDATA[
Oggi vi segnalo un evento per gli amanti del cibo e del vino: Facefood, la rete che cucina. A segnalarmelo è stato tempo fa Giuseppe Carlucci, blogger di Vinicolamente, un blog che vi suggerisco di vedere se siete interessati sull&#8217;enogastronomia di Puglia e Basilicata. Passo a descrivervi brevemente l&#8217;evento e a presentarvi il programma. 
Facefood [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://3.bp.blogspot.com/_AW1syP6BOGI/S-fYkAudquI/AAAAAAAAASE/DLaWvYCyqIE/s1600/PaneMatera.jpg" alt="" width="420" height="317" /></p>
<p>Oggi vi segnalo un evento per gli amanti del cibo e del vino: Facefood, la rete che cucina. A segnalarmelo è stato tempo fa Giuseppe Carlucci, blogger di <a href="http://vinicolamente.blogspot.com/">Vinicolamente</a>, un blog che vi suggerisco di vedere se siete interessati sull&#8217;enogastronomia di Puglia e Basilicata. Passo a descrivervi brevemente l&#8217;evento e a presentarvi il programma. <span id="more-1060"></span></p>
<p>Facefood ha un blog, <a href="http://facefood-matera.blogspot.com/">clicca qui</a>. Si tiene a Matera dal 21 maggio al 23 maggio prossimi, una città che già di per sè vale la pena la vostra presenza! Trovate informazioni veloci sulla location <a href="http://facefood-matera.blogspot.com/p/location.html">cliccando qui</a>. E&#8217; un evento rivolto ai protagonisti di internet, tanto che hanno già aderito Paoletta di <a href="http://aniceecannella.blogspot.com/">Anice &amp; Cannella</a>, Luciano Pignataro di <a href="http://www.lucianopignataro.it/">Luciano Pignataro wineblog</a>, Tinuccia di <a href="http://mollicadipane.blogspot.com/">Mollica di pane</a>, Angela di <a href="http://blog.saporideisassi.it/">Sapori dei Sassi Blog</a>, lo stesso Giuseppe di Vinicolamente, Donato di <a href="http://www.hyperbros.com/">Hyperbros</a>, Manuela de <a href="http://lamercantedispezie.blogspot.com/">La Mercante di spezie</a>, Ornella di <a href="http://ammodomio.blogspot.com/">Ammodomio</a>,<br />
PiccoLINA de <a href="http://lacucinapiccolina.blogspot.com/">La cucina piccoLINA</a> ed Enrico de <a href="http://lefrancbuveur.blogspot.com/">Le Franc Buveur</a> (al momento in cui scrivo, cioè oggi 15 maggio). Per vedere come partecipare, info, costi, <a href="http://facefood-matera.blogspot.com/p/voglio-partecipare.html">cliccate qui</a>. Di seguito il programma completo.</p>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>1° GIORNATA - VENERDI’ 21 MAGGIO</strong></span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> </span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Facoltativo!</strong> Abbiamo inserito questa  giornata per fornire un programma per coloro che decideranno di arrivare  dal venerdì evitando viaggi notturni.</span><br />
<span style="font-size: small;">- Arrivi a Matera e sistemazione libera  presso il proprio  Hotel o B&amp;B.</span><span style="font-size: small;"> </span><br />
<span style="font-size: small;">- 18.00 Presso il ristorante/vineria 19°  buca </span><span style="font-size: small;">presentazione del libro &#8220;<em>101  vini da bere una volta nella vita</em>&#8221; di Luciano Pignataro, edito da  Newton Compton. Degustazione dei vini delle uniche quattro aziende  lucane presenti nella guida: <a href="http://www.saporideisassi.it/3_Cantina-di-Venosa">Cantina di  Venosa</a>, <a href="http://www.carbonevini.it/">Cantina Carbone</a>,  Cantina La Luce e Cantina Grifalco.</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">- 20:00 Possibilità  di prenotare cena aggregativi dei vari food-blogger presso il <a href="http://www.diciannovesimabuca.com/">ristorante/vineria 19° buca</a> (costo euro 25 per persona), dove in compagnia dello special guest <a href="http://www.lucianopignataro.it/">LUCIANO PIGNATARO</a> e di <a href="http://www.teomusso.it/albero/">Teo Musso</a>, titotale del <a href="http://www.baladin.it/birra/">Birrificio Baladin</a>, la più  grande azienda italiana di birra artigianale, ci presenterà e ci farà  degustare tutte le sue birre.</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;">-<span style="font-size: small;">Uscita libera e  pernottamento.</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>2° GIORNATA - SABATO 22 MAGGIO</strong></span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> </span><span style="font-size: small;">- 10.30 <strong>Laboratorio del gusto</strong>, a  cura della Condotta Slow Food di Matera e del Consorzio del Pane di  Matera I.G.P., presso il Panificio Perrone di Via Nazionale,  accompagnati e guidati dalla buonissima (come il Pane) Patrizia Perrone,  alla <strong>scoperta dei segreti del Pane di Matera</strong>.<br />
</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">- 12:00 <strong>Visita Sassi di Matera</strong> – incontro  con le guida presso Piazza Vittorio Veneto e visita del centro storico e  dei <strong>Rioni Sasso Caveoso e Sasso Barisano</strong> con il Museo contadino e  la chiesa rupestre di <strong>Santa Lucia alle Malve</strong>, uno degli esempi  più belli di arte decorativa in rupe.</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">- 14:00  Degustazione di prodotti tipici presso <a class="external-link-new-window" href="http://www.saporideisassi.it/" target="_blank"><strong>Sapori dei Sassi</strong></a></span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">- 14:30  Passeggiata presso il <strong>Parco delle chiese rupestri</strong>,  <strong>Belvedere  di Murgia Timone</strong> con l’affascinante panoramica sulla città antica e  sulla Gravina di Matera.</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">- 15:30 Visita presso  la cantina <a class="external-link-new-window" href="http://www.collidellamurgia.it/" target="_blank"><strong>“Colli della  Murgia”,</strong></a> con presentazione dei vini e dei sistemi base  dell’agricoltura biologica.</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">- 16:00 Si dà il via  ai<strong> </strong><strong>“Laboratori del gusto”</strong> che consisteranno in  dimostrazioni su:</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-    Impasto e  formatura di <strong>Orecchiette, Strascinate, Cavatelli</strong> (con esperte  donne materane)</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-    Frittura dei <strong>Peperoni  cruschi</strong></span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-    Formatura delle <strong>mozzarelle</strong> (con  mastro casaro)</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-    Preparazione <strong>dolce tipico</strong> (con  pasticcere del Consorzio Artigiano Dolci di Puglia)</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Tutti gli invitati, dopo le dimostrazioni,  potranno partecipare attivamente ai laboratori del gusto con l’aiuto  degli esperti.</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-20:00 Cena conviviale in cui gli ospiti  saranno invitati, se vorranno, a contribuire nella preparazione.</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>Antipasti misti</em>:</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-     Mozzarelle fatte in loco,</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-    Canestrato di  Moliterno IGP</span><br />
<span style="font-size: small;">- Olive infornate di Ferrandina -  Presidio Slow Food </span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-    melanzane  sott’olio,</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-    lampascioni sott’olio,</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-     funghi carboncelli sott’olio,</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-    pomodori  secchi sott’olio,</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-    sponsali  sott’olio,</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-    crostini di pane con patè di carciofi,  pomodori secchi e lampascioni,</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-    salsiccia  lucanica,</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-    bruschette di pane di Matera con  pomodorini ed olio extra vergine.</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>Primo piatto</em>:  <strong>strascinate con cime di rapa</strong> e peperoni cruschi</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>Primo piatto</em>: <strong>cavatelli con sugo di funghi cardoncelli  e salsiccia</strong></span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>Dolce</em>:  Dolcemandorla</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Durante la cena saranno serviti tutti i vini  biologici dell’azienda agricola <strong>Colli della Murgia:</strong></span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-    Galetto Spumante Dry Rosé, aglianico da agricoltura  biologica</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-    Erbaceo IGT Puglia, Fiano e Greco di  Tufo da agricoltura biologica</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-    Tufjano IGT  Puglia, Fiano Minutolo da agricoltura biologica</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-     Selvato IGT Puglia, Aglianico e Primitivo da agricoltura biologica</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">-    Mazzaro IGT Puglia, Aglianico da agricoltura biologica  invecchiato in botti di rovere per 12 mesi</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">(il  menù può essere suscettibile di variazioni)</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Dopo  cena ritorno in bus presso il centro di Matera e pernottamento nel  proprio hotel o b&amp;b.</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>QUOTA DI  PARTECIPAZIONE PER PERSONA € 60,00</strong></span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><br />
La quota comprende:</strong></span></div>
<ul style="font-family: Verdana,sans-serif;">
<li><span style="font-size: small;"><strong> </strong><em>Trasferimento  in bus da Matera ad azienda Colli della Murgia e ritorno;</em></span></li>
<li><span style="font-size: small;"><em>Servizio visita guidata mezza  giornata ai rioni Sassi</em></span></li>
<li><span style="font-size: small;"><em>Ingresso al Museo contadino e  alla chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve</em></span></li>
<li><span style="font-size: small;"><em>Laboratorio del gusto presso  Colli della Murgia</em></span></li>
<li><span style="font-size: small;"><em> Aperitivo presso Sapori dei  Sassi</em></span></li>
<li><span style="font-size: small;"><em>Degustazione presso Sapori dei  Sassi</em></span></li>
</ul>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong><br />
3° GIORNATA- DOMENICA 23 MAGGIO</strong></span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">- 11:00 Visita  libera presso il museo d’arte contemporanea “Musma” (ingresso euro 5,00  per persona) o in alternativa la mostra biennale del fischietto in  terracotta dedicata all’enogastronomia.</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">- 13:00  Aperitivo/Degustazione presso Sapori dei Sassi</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Possibilità  di prenotare un pranzo a base di pietanze locali in un ristorante nei  Rioni Sassi (costo euro 25,00 per persona).</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>PERNOTTAMENTO</strong></span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">A  Matera è possibile godere di un soggiorno confortevole, per tutti i  gusti e per tutte le tasche, dai centralissimi <a class="external-link-new-window" href="http://www.sassiweb.it/hotel/"><strong>Hotel  a 4 e 3 stelle,</strong></a> nel centro storico, alle dimore esclusive nei  Sassi, con <a class="external-link-new-window" href="http://www.sassiweb.it/hotel/bb-a-matera/?L=0"><strong>bed&amp;breakfast</strong></a> e residence molto attrezzati e comodi.</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Per  informazioni e prenotazioni consulta il sito <a class="external-link-new-window" href="http://www.sassiweb.it/" target="_blank"><strong>www.sassiweb.it</strong></a> dove è possibile trovare una  ampia offerta di soluzioni, o contattate Paola allo 0835-334033.</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>TRASFERIMENTI</strong></span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">E’  disponibile su prenotazione un servizio navetta da e per l’aeroporto e  la stazione di Bari al costo ridotto di <strong>euro 40 per persona a tratta</strong>.  Per prenotarlo contattate lo 0835-334033 o inoltrate una mail a <strong>busnavetta@sassiweb.it</strong></span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Per ogni tipo di informazioni turistiche su Matera rivolgetevi  al nostro partner</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>AGENZIA VIAGGI  LIONETTI 0835-334033</strong></span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Pagamenti:</strong></em></span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Bonifico bancario</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Intestatario  AGENZIA VIAGGI LIONETTI</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">IBAN: IT78 Z054  2416 1010 0000 0155 989</span></div>
<div style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Causale: “Quota di  partecipazione evento Facefood 2010”</span></div>
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		<title>Vini e Vitigni Introvabili, il Cacamosca della Campania</title>
		<link>http://vino24.tv/post/1052/vini-e-vitigni-introvabili-il-cacamosca-della-campania</link>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 07:55:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cosimo ricciato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Campania]]></category>

		<category><![CDATA[Italia]]></category>

		<category><![CDATA[Vini]]></category>

		<category><![CDATA[Vini Introvabili]]></category>

		<category><![CDATA[cacamosca]]></category>

		<category><![CDATA[cacate di mosca]]></category>

		<category><![CDATA[vini della campania]]></category>

		<category><![CDATA[vini introvabili]]></category>

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		<description><![CDATA[
La nostra nuova rubrica degli &#8220;Introvabili&#8221; questa volta, si occupa di un vitigno della Campania, il vitigno in questione dal nome tanto singolare è il Cacamosca. Vitigno a bacca bianca, deve il suo particolare nome alle numerose punteggiature brunastre presenti sulla buccia giallo-verde degli acini che ricordano i piccoli escrementi della mosca. 
Storia e diffusione
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Last sip of wine by paulaloe, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/paulaloe/148138443/"><img src="http://farm1.static.flickr.com/51/148138443_4e3998a4cd.jpg" alt="Last sip of wine" width="420" height="280" /></a></p>
<p>La nostra nuova rubrica degli &#8220;Introvabili&#8221; questa volta, si occupa di un vitigno della Campania, il vitigno in questione dal nome tanto singolare è il Cacamosca. Vitigno a bacca bianca, deve il suo particolare nome alle numerose punteggiature brunastre presenti sulla buccia giallo-verde degli acini che ricordano i piccoli escrementi della mosca. <span id="more-1052"></span></p>
<p><strong>Storia e diffusione</strong><br />
Il Cacamosca, vitigno antichissimo Campano con poche notizie riguardo alla sua breve storia enologica, lo portano ad essere un&#8217;autentica reliquia sulla strada della completa sua estinzione.  Da segnalare che il vitigno Cacamosca è stato uno dei pochissimi vitigni capaci a resistere alla distruzione operata dalla Fillossera. Vitigno che aveva la sua zona di maggiore coltivazione la fascia collinare di Posillipo, la Penisola Sorrentina e la suggestiva Costiera Amalfitana, inoltre era abbastanza diffuso in alcune aree dell&#8217;Irpinia conosciuto con il nome di Gaglioppo (nessuna parentela o similitudini varie con il vitigno a bacca rossa della Calabria). Attualmente sono dedicati pochissimi fazzoletti di terra dove il Cacamosca viene coltivato, per la maggior parte ancora a piede franco. Si può trovare ancora qualcosa nei territori vitivinicoli dei comuni di Gragnano e Lettere in provincia di Napoli.</p>
<p><strong>La pianta</strong><br />
Il Cacamosca, conosciuto anche con il sinonimo di <em>Cacate di mosca</em> si presenta con grappolo piccolo e alato, acini piccoli di colore giallo-verdognolo, pianta poco vigorosa e poco produttiva (una delle cause principali del suo lento abbandono?). Matura tra la seconda e terza settimana di settembre.</p>
<p><strong>Nel bicchiere</strong><br />
Vino assai introvabile, chi ha avuto la fortuna di degustare lo descrive come un vino che si esprime con note alcoliche leggermente sopra le righe, grazie al suo eleveto tenore zuccherino, e con una bassa dose di acidità (altra causa per il suo lento abbandono?). Queste sue caratteristiche principali lo portano nei rari casi di vinificazione in uvaggio con vini a basso contenuto alcolico, quindi in assemblaggio con altre varietà.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/paulaloe/148138443/">paulaloe</a> (indicativa)</p>
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