Cuvèe de l’Ecu 2000, Bourgeois

La cuveèe de L’Ecu è frutto di una raccolta di una singola annata, in questo caso il 2000, e di un singolo vitigno: Chardonnay. La storia della famiglia Bourgeois risale al 1794, oggi produce circa 350.000 bottiglie di vino. E’ situata nella Valle de la Marne, precisamente a Charly sur Marne.

Degustazione Cuvèe de l’Ecu 2000 | 15/20
Lo champagne degustato, il Cuvèe de l’Ecu 2000, si presenta limpido, con un bel colore giallo paglierino tendente al dorato con le bollicine piccoline, fitte e molto persistenti. Al naso si sente subito una certa evoluzione, quasi un principio di ossidazione, non fastidioso, che si nasconde dietro una mineralità molto marcata su note gessose. Dopo, lo champagne si apre e incominciano ad apparire note di frutta secca, di crosta di pane, aromi molto burrosi con un leggerissimo sentore agrumato di pompelmo. Abbastanza cremoso.

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Se la Cina è il futuro del vino, l’Italia dove è?

E’ da un po’ che non scrivo un post economico sul vino, questo mi sembra degno di segnalazione: la Cina diventerà il settimo consumatore di vino più grande del mondo entro il 2013 (tra un paio d’anni, per intenderci).

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Degustazione Chateau Sociando Mallet, 1996

E’ sempre un piacere aprire una bottiglia di questo ottimo chateau dell’Haut Medoc. Sociando Mallet è sempre stato uno dei miei vini preferiti, grandissimo nelle ottime annate, riflette lo spirito del suo proprietario che non si è mai voluto inclinare alle leggi dei “classement” tanto in voga da queste parti (non è presente in nessuna delle classifiche ufficiali delle cru bourgeois). Passiamo alla degustazione.

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Scoperto il genoma della Corvina, l’Amarone non ha più segreti?

Vigne in Valpolicella

Geni di Beta amirina sintasi, strictosinidina, delta cadinene sintasi. Non è il contenuto di una medicina, ma alcuni dei 415 geni che svelano i segreti dell’Amarone. Così si apre il comunicato che ho ricevuto qualche giorno fa: hanno scoperto il genoma della Corvina!

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Vini e vitigni autoctoni della Campania, il Piedirosso

Piedirosso, Campania I.G.T. 2007, 13° alcol, di Fattoria la Rivolta

Il Vesuvio è una presenza mastodontica capace di riempire un panorama particolarmente suggestivo, sembra un aitante corazziere a difesa del suo territorio, in gran parte marchiato con i suoi terreni di origine vulcanica ricchi di mineralità che da anni ci regala prodotti il più delle volte unici. La Campania è una regione che presenta un territorio molto vocato alla viticoltura con le zone dell’Irpinia, Sannio e il sottostante territorio vitivinicolo del Vesuvio: siti dove i vitigni, per la maggiorparte autoctoni, si esprimono al meglio e dove tra questi spicca un vitigno a bacca rossa chiamato Piedirosso.

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Vini francesi: Hermitage La Chapelle 2000

Hermitage La Chapelle 2000

Il colore è abbastanza profondo con tonalità che cominciano a diventare aranciato. L’aspetto è limpido.
Il primo naso è ampio (é dire poco …), frutta molto matura, legno ormai ben digerito, abbastanza fine.

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Riesling Die Leidenschaft 2006, Martin Arndorfer

VinoGlocal incontra i tipi di Dissapore a Vinitaly

Oggi parlo di uno dei produttori di vino austriaci che preferisco: Martin Arndorfer, talentuoso giovane della regione del Kamptal, terra dell’altrettanto apprezzato Willy Bruendlmayer. Martin è cresciuto in mezzo alle vigne: da diverse generazioni gli Arndorfer producono vini, e diversi anni fa ha ereditato, dal nonno, alcuni ettari di vigneti come il die leidenshaft e il die strassenberger. Suo papà l’ha lasciato intraprendere la sua strada a patto che, se dopo quattro anni non fosse riuscito nel suo intento, sarebbe dovuto rientrare nell’azienda di famiglia. Ebbene mi pare che Martin sia riuscito nel suo intento: cioè produrre vini e di ottima qualità.

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La European Wine Bloggers Conference 2010 a Vienna

Sarà la volta buona che ci vado? La prossima European Wine Bloggers Conference (EWBC) è stata annunciata a Vienna, dal 22 al 24 ottobre prossimi. La EWBC è l’evento più importante in cui si incontrano vino e internet in Europa, non è robetta da poco. Peccato che anche questa volta non si sia fatta in Italia.

L’ultima (seconda) edizione si è svolta a Lisbona, in Portogallo. Questi i numeri: 120 wine blogger, social media innovator e operatori dell’industria del vino provenienti da 14 paesi diversi. Rispetto alla EWBC dell’anno precedente in Spagna, lo scorso hanno le presenze sono triplicate. Il parlare su internet è stato davvero tanto, di seguito alcune testimonianze prese dai vari ambienti internet.

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Vini e vitigni autoctoni della Liguria: la Bianchetta Genovese

Bianchetta Genovese, Golfo del Tigullio Doc

La Liguria, forse è la Regione che racchiude, nel semplice bicchiere di vino gran parte delle sue caratteristiche. Tre fattori importantissimi come, il mare, la montagna per il 65%, e la collina con il 35% del territorio influiscono in modo detrerminante sulle caratteristiche organolettiche dei vini. Inoltre, una mano a questo tipico ambiente pedoclimatico particolarmente eterogeneo, viene data dalla conformazione geologica con terreni di origine molto varia, dove sono presenti suoli di origine calcarea-marnosa ricca di quarzo, arenaria e conglomerati, oltre alla presenza di microclimi molto variabili nell’ambito di tutta la Regione.

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Ecco come sarà il futuro del vino, con certezza

Oggi sono lapidario e parla l’immagine. La segnalazione l’ha data Vinography su Twitter. La Cina diventerà il primo produttore di vino al mondo entro 50 anni. Andate a vedere le immagini sulla BBC, cui ho rubato la foto sopra. Fortunatamente, penso che entro 50 anni la Cina sarà anche il primo consumatore di vino al mondo …

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